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GIRO DELLA VALLE D’AOSTA, LA GIOIA PER UN SUCCESSO STORICO E IL DOLORE

Con Filippo Agostinacchio vince un ciclista valdostano per la prima volta

Ingrandisci la foto: Filippo Agostinacchio, mentre taglia il traguardo di corso Battaglione Aosta, ha dedicato la vittoria a Vito Di Tano, il campione di ciclocross scomparso lo scorso anno e suo direttore sportivo alla Guerciotti
Filippo Agostinacchio, mentre taglia il traguardo di corso Battaglione Aosta, ha dedicato la vittoria a Vito Di Tano, il campione di ciclocross scomparso lo scorso anno e suo direttore sportivo alla Guerciotti
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AOSTA (cex) Filippo Agostinacchio, dopo avere vinto 26 giorni prima ad Acqui Terme la tappa del Giro d’Italia Next Gen, aveva cerchiato in rosso la prima tappa della corsa di casa, l’Aosta-Aosta di 85 chilometri, con la sola salita del Col d’Introd, affrontato da Arvier, e giro di boa a Chatillon e tanto envers.

L’ aostano e’ stato di parola. Dopo la partenza dall’Università e la bella passerella in città di 36 italiani e 99 stranieri il 23enne della Biesse Carrera Premac (diretta da Marco Milesi e con assente al nostro Giro Etienne Grimod) è stato l’animatore dei primi attacchi sul Col d’Introd dove è transitato primo l’olandese della Metec Karst Hayma poi in discesa si è formato un gruppo, prima di 11 e poi di 14, portato via soprattutto da Filippo Agostinacchio con una grande gamba, con il belga della Wanty-Nippo Maxence Place a conquistare a Pollein e Chatillon i punti da leader degli sprint catch. A 5 km dall’arrivo nella salitella in paese a Pollein Agostinacchio, dopo un tentativo del danese della Ef Magnus Carstensen, ha attaccato con decisione consapevole di non essere tra i più veloci del gruppo di testa, arrivando ad avere un vantaggio di 3 minuti sui favoriti, poi finito a 2’40”. Prima di entrare in corso Lancieri d’Aosta Agostinacchio si è voltato indietro per controllare gli inseguitori e ha sbandato rischiando di cadere. Poi l’apoteosi con l’arrivo solitario in corso Battaglione Aosta da solo tra 2 ali di folla in festa e con papà Fabio impazzito di gioia e tanta commozione, ad esempio Cesare Cossavella, figlio del primo patron.Giovanni, era in lacrime per il primo valdostano della storia a vincere in 61 anni una tappa, quando finora il miglior risultato era di Simone Roveyaz a Valgrisenche.

Con Filippo Agostinacchio leader della classifica sono emersi i ricordi, nello stesso esatto contesto, di Gianni Bugno primo il 2 giugno 1996 davanti all’albergo che lo ospitava nella sua ultima tappa al Giro d’Italia e “Ago” da aostano lo ha imitato. Agostinacchio ha vinto con 12 secondi sul campione italiano 2024 Edoardo Zamperini dell’Arkea e il danese Ef Magnus Carstensen, 15 su Enea Sambinello della UAE Emirates e l’austriaco della Red Bull Sebastian Putz, con il gruppo a 2’44” dopo i primi 16.

Filippo Agostinacchio ha dedicato la vittoria al grande Vito Di Tano, il campione di ciclocross scomparso lo scorso anno, suo direttore sportivo alla Guerciotti, e ora spera nella convocazione per il Tour de l’Avenir: “E’ una grande emozione vincere in casa, l’avevo pensato più volte quell’attacco a Pollein perché sapevo che sulle strade dell’envers andava via una fuga di non pochi corridori e ho fatto di tutto per promuoverla, portarla via, sul Col d’Introd e poi si è concretizzata nella discesa. Il danese della EF Carstensen mi ha anticipato nell’allungo ma Pollein è stato il mio trampolino di lancio, è indescrivibile la gioia, qui in corso Battaglione faccio i primi metri di tutti i miei allenamenti” .

La grande festa è stata successivamente rovinata purtroppo dalle notizie che arrivavano da Pontey e dall’Ospedale regionale. Alla gioia per il numero 33 si sostituisce il dramma per il 57 – Samuele Privitera – che purtroppo non è ripartito ieri, venerdì, da Pré-Saint-Didier.

Venerdì
Ieri, venerdì, sono stati neutralizzati i primi 40 km dopo un momento di raccoglimento. Sull’incidente Lorenzo Masciarelli abruzzese della Mbh Bank Ballan sostiene che “Samuele Privitera sulla sinistra mi ha superato dopo una curva, non so se era troppo veloce o per un avvallamento ma gli sono scivolate le mani dal manubrio ed è finito sul tubo del telaio. In quella posizione è difficile mantenere il controllo della bicicletta e poi c’è stato l’impatto terribile contro le protezioni delle case”.

In 125 sono partiti da Pré-Saint-Didier dopo una commovente cerimonia con in prima fila i genitori di Samuele, i corridori e lo staff della Hagens Berman Jayco (è arrivato in Valle anche Axel Merckx). Sulla salita di Verrayes è andato in fuga per poi fermarsi uno di loro, il portoghese Daniel Moreno. Quindi è iniziata una fuga a 3 con il canavesano del Monaco Tommaso Tessiore primo al Gpm di Verrayes e allo sprint catch di Saint-Christophe con Tommaso Bosio e il francese Jean Loup Fayolle, primo da solo al Gpm di Doues dove ha attaccato da dietro il belga della Lotto Development vincitore nel 2024 Jarno Widar. A 9 dall’arrivo Widar, 20 anni a novembre di Hasselt, ha fatto il vuoto ed è andato a candidarsi per essere grande protagonista anche quest’anno. Una grande impresa ai 2.475 metri del Col du Grand Saint Bernard versante svizzero con vittoria con 1’53” sul francese dell’Arkea Fayolle, 2’35” sull’ecuadoregno Mateo Ramirez Torres e l’irlandese Jamie Mehaan, 3’15” sul belga Jesper Schoofs con primo italiano il vicentino di Sandrigo della Bardiani Matteo Scalco ottavo a 3’44” e già nono al Giro Next Gen. Filippo Agostinacchio è finito lontano, 73esimo a 24’32”, ma hanno patito anche i protagonisti del Giro Nex, i primi 3 della corsa rosa dei giovani Jakob Omrzel, Luke Tuckwell e Pavel Novak hanno accusato ben 17’59” di ritardo.

Sabato e domenica
Oggi, sabato, Wydar riparte per il tappone con 1’18” sul belga Aaron Dockx, 1’53” sul francese Jean Loup Fayolle e 2’18 su Edoardo Zamperini. Partono in 104, con nel cuore il dolore per la scomparsa di Samuele Privitera in quello che il tappone più duro. Il via alle 11.30 da Saint-Pierre, giro di boa a La Salle e poi da Avise 7 chilometri e 400 metri di salita sino a Cerellaz a quota 1.251, discesa sino a Villeneuve, strada dell’envers fino a Fénis e 9.300 metri impegnativi per salire a Champremier a 1.387 sulle strade del Giro d’Italia 1992 e 1997. Poi picchiata su Saint-Marcel, ancora l’envers e salita di 13,2 km da Charvensod a Les Fleurs a quota 1.411, discesa su Gressan e Aymavilles per salire con gli ultimi 28 km ai 1.955 di Pont di Valsavarenche.

Domani – domenica 20 – partenza alle 11.45 da Valtournenche e attraverso Champdepraz e Issogne si svolta a Pont-Saint-Martin per affrontare i 3,9 km verso i 651 metri di Perloz e i 2,5 km da Ivery agli 899 di Fabiole. Tornati a Pont si andrà ai 2.050 metri di Breuil Cervinia con 26,800 chilometri di salita. Lì, ai piedi della Gran Becca, conosceremo il 61esimo vincitore di una triste edizione.

Cesarino Cerise