AOSTA «Un orgoglio enorme, arrivare da una regione così piccola ed essere riuscito ad arrivare in Nazionale è per me molto importante». Parole di Hans Nicolussi Caviglia, nel corso della conferenza stampa di mercoledì scorso, 8 ottobre, dal ritiro della Nazionale a Coverciano, a proposito della sfida di martedì 14 ottobre a Udine. Il centrocampista originario di Valsavarenche, cresciuto nelle giovanili della Juventus, è tra i convocati dal ct Gennaro Gattuso per il doppio impegno delle qualificazioni per i Mondiali: oggi sabato 11 contro l’Estonia a Tallin e martedì 14 a Udine contro Israele.
«Italia-Israele? Nel rispetto dei ruoli mi rifaccio a quanto già detto dal presidente federale Gabriele Gravina. Dal punto di vista personale, lo sport è basato sul rispetto delle regole e verso gli altri. Mi auguro si agisca così anche in tutti gli ambiti, direi che ogni guerra è una sconfitta per l’umanità».
Per quanto riguarda gli interessi fuori dal campo, Hans Nicolussi Caviglia ha parlato in particolare di quelli musicali per Francesco Guccini. «E’ importante avere appigli e altri interesse fuori dal campo, ognuno ha i suoi. L’incontro con Guccini è nato perchè fin da piccolo lo ascoltavo con mio papà, quando sono stato a Torino si è creato questo rapporto tanto da fare un pranzo insieme. È stato molto bello».
«Per me è importante essere qui, ringrazio il mister Gattuso per questa opportunità enorme. Ogni allenatore che ho avuto mi ha dato qualcosa di diverso, io cerco di giocare sempre in verticale ma poi sarà il mister a fare le scelte», ha aggiunto il centrocampista parlando delle sue caratteristiche. «Alla Fiorentina non è un momento facile, ma ora penso alla Nazionale. Sono onorato di questa chiamata e proverò a dare tutto me stesso » , ha detto ancora. Da appassionato di cinema, alla domanda su un paragone tra un film e la sua convocazione.
«Difficile, ci sono molti film che mi piacciono. Accosto il mio percorso a quello del protagonista di 2001, Odissea nello spazio. Superare difficoltà e poi arrivare al traguardo che si vuole», ha detto. Sui suoi modelli di riferimento: «Io mi sono sempre ispirato per la sua idea di calcio a Cruijff, è sempre stato un modello di ispirazione. In Italia abbiamo avuto Pirlo. Uno dei più grandi playmaker e centrocampisti moderni, da lui ho imparato molto avendo avuto la fortuna di conoscerlo». Sul suo compagno alla Fiorentina Moise Kean, con cui ha giocato anche nella Juventus.
«Con Moise ci conosciamo da tempo, l’ho visto crescere. I giocatori non sono macchine, lui è un ottimo ragazzo che lavora sempre al massimo e penso possa tirare fuori le sue qualità. Anche di leadership, penso sia un attaccante che ha tutte le qualità per fare questo step. Con Kean ho un rapporto unico. Ha qualità molto importanti. Credo che possa tirare fuori qualità di leadership. Onorato per la chiamata in Nazionale, darò tutto per la maglia. Credo nell’importanza dei settori giovanili, si deve sempre di più credere nella crescita dei giovani e nel loro percorso per poi dargli delle opportunità».


