AOSTA (cex) Novembre è tempo di presentazione dei percorsi delle grandi corse a tappe. In questi giorni si stanno definendo gli ultimi dettagli ma massimo è il riserbo. Si sa che il Tour de France partirà da Barcellona e dopo 3 tappe in Spagna affronterà i Pirenei subito, poi Vosgi e Alpi con arrivo a Parigi. Il Giro d’Italia numero 109 invece partirà dalla Bulgaria, quasi sicuramente da Sofia, con almeno 3 tappe nella “terra delle rose” e arrivo a Milano olimpica oppure a Roma.
E’ in discussione anche il ritorno in Valle d’Aosta con una tappa di montagna. Inizialmente si era parlato di un nuovo rendez-vous a Breuil Cervinia che tra l’altro la settimana scorsa ha visto scomparire (per riposare nel cimitero ai piedi della Gran Becca) il senatore varesino di Forza Italia e cittadino onorario di Valtournenche Antonio Tomassini che aveva contribuito non poco, con le sue conoscenze ai vertici di Rcs Sport, a portare al Breuil la corsa rosa per 3 volte tra il 2012 e il 2018 – vittorie del costaricense Andrey Amador, di Fabio Aru nel 2015 e del basco Mikel Nieve – dopo le esperienze del 1960 con primo il cremonese Addo Kazianka e del 1997 con ad ipotecare il successo finale Ivan Gotti.
L’ipotesi che invece sta prendendo piede è un arrivo in salita a Pila per lanciare la “stella” del Couis. Sarebbe la terza volta del Giro a Gressan dopo il 1987 (vittoria dello scozzese Robert Millar il 12 giugno con partenza da Como) e il 1992, quando ad alzare le mani al cielo fu il tedesco Udo Bolts l’11 giugno con via da Saluzzo e il passaggio da Fénis a Champremier, che potrebbe essere riproposto.
Il Giro d’Italia verrà presentato a fine novembre con un nuovo direttore, probabilmente l’ex velocista ed attuale vice direttore Stefano Allocchio, e con la conferma per il 16esimo anno tra gli speaker del cognein Paolo Mei. Il “patron” Mauro Vegni ha concluso il suo rapporto con Rcs Sport, raccogliendo il testimone da grandi condottieri come Vincenzo Torriani e l’avvocato Carmine Castellano, però l’altro sabato al Lombardia a Bergamo ha annunciato che il Giro d’Italia 2026 “tornerà sulle grandi montagne”.
Dopo il successo dello scorso anno a Champoluc (vittoria del francese Nicolas Prodhomme con il messicano Isaac Del Toro all’ultimo giorno in maglia rosa) e Verrès la Regione ha dato la sua disponibilità a Rcs Sport. Tra gli organizzatori naturalmente bocche super cucite. La corsa rosa dovrebbe disputarsi da sabato 9 a domenica 31 maggio 2026 se non si aggiungerà un giorno su deroga Uci, per il trasferimento con riposo dalla Bulgaria, con un probabile sconfinamento in Svizzera nel Canton Ticino.
Dopo la Bulgaria, il Giro d’Italia riprenderebbe dalla Calabria per arrivare ad una tappa tutta valdostana di montagna quasi sicuramente nella 12esima di venerdì 22 maggio (arrivo Pila o Breuil Cervinia o altra sede) per poi puntare verso Busto Arsizio e quindi da Castellanza nel varesotto a Cari in Svizzera ed iniziare l’ultima settimana andando verso il Triveneto con finale a Milano o ancora Roma per l’ultima corsa rosa targata appunto Mauro Vegni.
Cesarino Cerise

