AOSTA (pge) Anche se la notizia era nell’aria da alcune settimane, l’SBK Basket School ha comunicato mercoledì scorso, 9 luglio, la propria rinuncia al prossimo campionato di Promozione, l’attuale Divisione Regionale 2, per la mancanza di numeri adeguati di giocatori e ripartirà a livello seniores partecipando al torneo Open C. S. I., quindi fuori dall’ambito della Federbasket.
In campo con lo sponsor Nuova Energia dopo una stagione tribolata e la salvezza arrivata dopo il cambio di guida tecnica – da Silvia Rosset ad Antonio Vertino – la società ha incassato la disponibilità di appena 4 atleti su 15 dell’organico 2024/25 a continuare l’attività, partecipando con il sodalizio della presidente Stefania Minniti a un’altra categoria.
La cosa più grave è che la gran parte dei giocatori ha deciso di smettere con il basket oppure si dedica ad altri sport, come Armin Nicolet che sembra destinato al rally. Quello che è certo è il brusco ridimensionamento del progetto SBK, perché una delle cose di cui andava più fiera la dirigenza castellana era di avere ben 40 giocatori seniores, tanti recuperati dopo anni di inattività, peccato che dopo pochi mesi questo gruppo si sia in pratica dissolto.
Nella futura prima squadra Open C.S.I., torneo di livello tecnico basso e poco formativo, sarà dato spazio ai migliori giovani, non ancora ritenuti pronti per disputare un campionato federale di Promozione.
Questa triste rinuncia alla DR2 dell’SBK – che fa seguito a quella del Pont Donnas, avvenuta nell’ estate 2024 – dovrebbe insegnare a dirigenti e tecnici valdostani che bisogna costruire delle prime squadre con un organico composto in gran parte da giocatori provenienti settore giovanile, integrati da qualche atleta esperto, come ha fatto giustamente l’Eteila promossa dalla DR3 alla DR2.
Peccato che negli ultimi anni si siano ascoltati tanti proclami per avere visibilità e magari convincere qualche sponsor illustre, mentre la gran parte dei progetti è naufragata miseramente o è stata ridimensionata dopo una sola stagione, evidenziano problemi di continuità tecnica in una realtà come la nostra, nella quale gli allenatori e gli istruttori di qualità scarseggiano sempre di più.
Gabriele Peloso


