Sport

«Mauro aveva la grande capacità di trovare nelle persone il loro talento». Lunedì scorso l’ultimo saluto a Mauro Cusano

2 minuti di lettura

Tanta gente per l’addio a Mauro Cusano nel pomeriggio di lunedì scorso, 4 agosto, in Cattedrale ad Aosta, amici arrivati anche dalla Sicilia, tifosi, giocatori e persone del mondo del calcio che hanno voluto stringersi alla famiglia, la moglie Valeria e i figli Luca e Fabio. Mauro Cusano è mancato giovedì 31 luglio scorso a soli 66 anni, a causa di una malattia scoperta solo qualche mese prima.

«Viene sepolto con la sua tuta blu. – ha detto don Fabio Brédy durante la Messa – Non con abiti civili, come si solito avviene, ma proprio indossando l’abbigliamento che dimostra la sua grande passione».

Dopo le giovanili in Valle d’Aosta, Mauro Cusano si era affacciato al professionismo, prima nel Treviso in C1 e poi nella stagione 1984-85 con la Pro Vercelli in C2. Dopo gli anni da calciatore, non abbandona comunque mai il campo, continuando da allenatore (Vallée d’Aoste, Pont-Donnaz-Hône-Arnad-Evançon, Saint-Christophe, Real Sarre, Saint-Pierre, Fenusma e Aosta Sarre) e dirigente, carriera conclusa all’Aosta in Seconda Categoria.

«Ancora negli ultimi giorni voleva sorridere, continuava a manifestare coraggio e ottimismo. – ha aggiunto don Fabio Brédy – Dimostrando quelle che erano le sue grandi caratteristiche da un punto di vista umano».

«Mauro aveva la grande capacità di trovare nelle persone il loro talento. Loro non sapevano di possederlo, ma lui era capace di farlo emergere» (foto Pasquale Di Maio)