Agricoltura

Assemblea dell’Arev, il presidente Omar Tonino: «Gli allevamenti non sono diminuiti ma resta un problema reperire manodopera specializzata»

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Omar Tonino
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BRISSOGNE (zgn) È una quadro sostanzialmente stabile quello fotografato dall’assemblea annuale dei soci dell’Association régionale eleveurs valdotains, presieduta da Omar Tonino, martedì scorso, 13 maggio, nel Centro polivalente Pacou a Brissogne alla quale ha partecipato pure l’assessore regionale all’Agricoltura Marco Carrel.

«Rispetto alla tendenza degli ultimi anni – commenta il presidente dell’Arev Omar Tonino – le aziende non sono diminuite e i capi di bestiame allevati hanno avuto un leggero aumento. Un problema a cui bisogna trovare la soluzione è quello della manodopera specializzata che continua a mancare nel nostro come in altri settori produttivi. Questo pone il quesito della sostenibilità sociale del nostro lavoro, dato che i nostri figli non sono più disposti a fare quello che facevano i nostri nonni con lo stesso impegno. Per quanto riguarda il problema della predazione finalmente il lupo è stato declassato a livello europeo e la nuova legge regionale riconosce contributi che coprono interamente le spese per l’acquisto delle misure di protezione. Infine un dato positivo è che la produzione di Fontina è aumentata, ma questo dipende dal fatto che veniamo da un paio di annate segnate dalla siccità quindi con foraggi più secchi».

I dati al 31 dicembre 2024 rilevano la presenza di 31.313 capi rispetto ai 31.296 dell’anno precedente con 20.275 pezzate rosse (erano 20.148) a fronte di 11.038 castane e pezzate nere (erano 11.148). Crescono i capi più giovani: tra le pezzate rosse 6.919 hanno meno di 2 anni (6.848 nel 2023, perciò con una variazione positiva dell’1 per cento) e 2.928 con più di 2 anni (erano 2.682, l’aumento è del 9,2 per cento). Attualmente le aziende sono 693 contro le 698 del 2023 (nel 2013 erano 899). Le stalle fino a 5 capi sono 121 (124 nel 2023), quelle da 6 a 10 116 (erano 115), da 11 a 20 143 (147) da 21 a 30 sono 132 (123) e oltre 31 capi – che costituiscono il 25 per cento del totale – se ne contano 171 (189).

Suddividendo le aziende in base all’altitudine emerge che quelle fino a 699 metri sono il 47,70 per cento, ovvero 333, da 700 a 1.099 metri sono 191 (27,79 per cento) e oltre i 1.100 metri 171 (24,49 per cento). Per quanto concerne l’età dei conduttori, quelli con meno di 30 anni gestiscono 48 stalle di bocini e 32 di ovicaprini, quelli tra i 30 e i 39 anni 100 stalle di bovini e 72 di ovicaprini, quelli tra i 40 e i 49 anni 139 stalle di bovini e 89 di ovicaprini. Le fasce d’età più numerose sono quelle tra i 50 e i 59 anni con 212 stalle di bovini e 93 stalle di ovicaprini e tra i 60 e i 69 anni con 163 stalle di bovini 94 di ovicaprini. Infine gli allevatori dai 70 anni in poi gestiscono 84 stalle di bovini e 58 di ovicaprini.

Aumenta la produzione sia della Fontina Dop con la marchiatura di 357.672 forme pari a un più 2,9 per cento rispetto al 2023 quando erano 351.131 sia della Fontina di alpeggio con un più 11,7 per cento che corrisponde 68.147 forme a fronte delle 60.201 del 2023.