AOSTA (qdn) Potrebbe concludersi prima dei 60 giorni previsti la campagna di vaccinazione contro la dermatite nodulare contagiosa di tutti i 38mila capi bovini presenti sul territorio regionale.
Considerando il ritmo tenuto finora, potrebbe bastare addirittura un mese, o poco più. Nei primi 4 giorni – da sabato 9 a martedì 12 agosto – sono state effettuate le inoculazioni a 4.820 animali, a cui se ne sono aggiunti altri 1.645 nella sola giornata di mercoledì 13 agosto.
Le squadre di veterinari dell’Usl e dell’Anaborava – 15 in tutto, che lavorano in turnazione e con il supporto logistico dell’Arev, dell’Institut Agricole Régional, del Corpo forestale e della Protezione civile – fino a mercoledì hanno lavorato negli alpeggi e nelle aziende di Courmayeur, La Thuile, Pré-Saint-Didier, La Salle, Morgex, Arvier, Avise, Rhêmes-Saint-Georges, Valgrisenche, Aymavilles, Saint-Pierre, Saint-Nicolas, Saint-Rhémy-en-Bosses e Saint-Oyen.
Ieri, giovedì, anche a Rhêmes-Notre-Dame e Sarre. La stima dell’Assessorato della Sanità è che entro oggi, venerdì 15 agosto (mentre la campagna prosegue a Etroubles, Doues, Ollomont, Cogne, Gressan e Charvensod), saranno vaccinati 9.200 capi, di cui 6.631 (ovvero l’88,85 per cento) all’interno della zona di sorveglianza e 2.569 al di fuori.
Nel corso della prima settimana è quindi stato “coperto” circa il 90 per cento dei bovini presenti nella zona di sorveglianza, ovvero quelli che si trovano geograficamente più vicini ai focolai presenti in Savoia e in Alta Savoia e che quindi sono più a rischio. Naturalmente ora – perché si possa considerare pienamente efficace il vaccino – bisogna attendere 28 giorni dalla data dell’iniezione, durante i quali gli animali non possono essere movimentati.
Al momento non è stata segnalata nessuna particolare reazione al vaccino. D’altronde già le recenti esperienze del suo utilizzo in Francia e in Svizzera erano state tranquillizzanti da questo punto di vista.
La veterinaria regionale Enrica Muraro – anche per sgombrare il campo dai dubbi sollevati da tante persone, in particolare sui social – ribadisce inoltre come non ci sia assolutamente nessun rischio nel consumo di carne e di latte sia di capi vaccinati, sia di capi presenti in zona di sorveglianza, sia di capi eventualmente malati, quest’ultimo un caso che naturalmente tutti si augurano che non debba mai verificarsi.
Per quanto riguarda le Fontine prodotte in zona di sorveglianza, la Regione ha chiesto una deroga al Ministero perché possano anch’esse essere commercializzate normalmente. Al momento sono in fase di stagionatura all’interno della zona di sorveglianza, come previsto dalle normative attualmente in vigore.



