Agricoltura

Il viticoltore di Aymavilles è l’unico al mondo a produrlo. Gli esperti svizzeri l’hanno definito “una vera e propria reliquia”

Quel vino “scomparso” che torna in bottiglia. Didier Gerbelle e la riscoperta del Blanc Comun

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AYMAVILLES (mes) Una filosofia di vita, una storia di amore e dedizione, un fortissimo legame con le proprie origini. C’è tutto questo alla base dell’appassionata attività di Didier Gerbelle di Aymavilles che dal 2006 si dedica, oltre alla viticoltura e alla produzione dei suoi vini, alla ricerca dei vitigni autoctoni valdostani.

«Nel 2007 – racconta Didier Gerbelle – registrammo le prime straordinarie scoperte, relative ad alcuni vitigni di Neyret e soprattutto di Blanc Comun, una qualità rarissima e quasi scomparsa. In particolare di Blanc Comun furono ritrovate 2 viti, a Gressan e a Sarre. Da questi ritrovamenti si è iniziato a propagare il vigneto, considerato come dalla singola pianta si possono ottenere 10 figli.»

«Pertanto, la prima vigna – continua Didier Gerbelle – è stata impiantata nel 2015, con 500 piante. Poi purtroppo il 2017 fu l’anno delle gelate e le piante si ridussero a 200. Fu solo nel 2020 che iniziammo a vinificare, nel 2021 la seconda volta, con la produzione di pochissime bottiglie che tenemmo per uso personale. Nel 2023 arrivammo a 500 bottiglie, una quantità ancora molto limitata. Nel 2024, le condizioni avverse meteorologiche fecero saltare la produzione e arriviamo finalmente a quest’anno, il 2025, nel quale contiamo di raggiungere le 1.500, 1.600 bottiglie di Blanc Comun. Un vino che verrà principalmente distribuito sul mercato svizzero.»

Al momento Didier Gerbelle è l’unico al mondo a coltivare e produrre questo vino particolarissimo. «Una vera e propria reliquia», come è stata definita recentemente in un articolo dal giornale Le Temps di Ginevra.

Quindi non è un lavoro semplice quello che sta portando avanti il viticoltore di Aymavilles: «Ogni ricerca genetica deve sempre essere supportata dal lavoro dell’ampelografo e dal genetista, perché occorre risalire ai “parentali” per verificare che si tratti proprio di quel particolare vitigno. Nel nostro caso ci siamo avvalsi della collaborazione di Giulio Moriondo di Quart, enologo ed appassionato viticoltore, e José Vouillamoz, genetista e ampelografo elvetico, che dispone di una banca dati di tutti i vini censiti».

«Il Blanc Comun – spiega Didier Gerbelle – è un vino bianco che storicamente veniva descritto come poco profumato e poco salino, già citato in alcuni saggi ottocenteschi e che invece noi abbiamo constatato essere profumatissimo e con una bella acidità, adatto anche alla conservazione, con una gradazione di 13,5. Si tratta anche di un vitigno molto produttivo con una triplice attitudine: con una prima vendemmia a metà settembre, si può spumantizzare e si può anche lasciare qualche grappolo nel vigneto per ottenere un passito o un vino tardivo. Noi abbiamo voluto acquistare una botte in legno millenaria, se ne conoscono 10, proprio per la conservazione del Blanc Comun.»

«Nel vicino Vallese, territorio con il quale abbiamo molto in comune, ci definiscono degli eroi – conclude Didier Gerbelle – ma in realtà posso solo dire grazie a quella che io definisco la mia “malattia”, una passione che mi ha trasmesso il nonno Emiro, già viticoltore. È una strada difficilissima da percorrere la nostra, ma credo che si debba andare avanti per difendere la nostra autenticità e i nostri valori.»

L’azienda vitivinicola Didier Gerbelle è nata ufficialmente nel 2006 come proseguimento delle tradizioni di famiglia che fondano le proprie radici all’inizio del Novecento. Didier Gerbelle, diplomatosi enotecnico nel 2006 alla Scuola Enologica di Alba, ha intrapreso la strada della vinificazione in proprio.

La sua è un’azienda piccola, che coltiva quasi 3 ettari di vigne tra Aymavilles e Villeneuve. Le principali qualità sono gli autoctoni Petit Rouge, Cornalin (biotipo Broblanc), Premetta e Fumin a bacca rossa, ai quali si aggiungono Pinot Grigio e Gewurztraminer a bacca bianca, in attesa della straordinaria riscoperta e valorizzazione del Blanc Comun, un vino che ha già incuriosito i grandi esperti del settore.

Alessandra Merlo