Agricoltura

Dermatite bovina, terremoto nel mondo dell’allevamento

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AOSTA (zgn) Ha avuto l’effetto di un terremoto sul mondo dell’allevamento valdostano l’allarme per il rischio di contagio da Dermatite bovina. Dopo la sospensione della rassegna negli alpeggi della nostra regione Alpages Ouverts, ora sono a rischio le Batailles de reines. L’ipotesi è di sospendere l’avvio del calendario dei combattimenti estivi ed eventualmente riprogrammarlo, in attesa di nuove interlocuzioni con l’Assessorato regionale della Sanità e dell’auspicato arrivo del vaccino per la Dermatite nodulare contagiosa. L’ufficialità è attesa dopo l’assemblea degli Amis des Batailles de Reines di lunedì prossimo, 28 luglio.

Giovedì scorso, 24 luglio, l’Assessorato della Sanità ha comunicato che, dopo la verifica di nuovo focolaio in Savoia, sono ora 14 i Comuni valdostani nella zona di sorveglianza. La prima eliminatoria estiva delle batailles sarebbe in programma già domenica 3 agosto a Etroubles. «Auspichiamo l’arrivo dei vaccini nei primi giorni del mese di agosto – dichiarano dall’Assessorato della Sanità – ed in tal senso stiamo predisponendo, insieme a tutti gli enti coinvolti, il piano di vaccinazione urgente».

Sorveglianza estesa
A causa del nuovo focolaio di Dermatite nodulare contagiosa rilevato a Les Saisies in Francia – a quota a 1.700 metri, cosa singolare dato che il moscerino responsabile della trasmissione del virus a quell’altezza non dovrebbe arrivare – in Valle d’Aosta la zona di sorveglianza è quindi stata estesa da giovedì 24 ai Comuni di Morgex, La Salle, Avise, Arvier, Valgrisenche, Introd, Rhêmes-Saint-Georges, Rhêmes-Notre-Dame, Saint-Nicolas, Saint-Pierre e Saint-Rhémy-en-Bosses, situati nel raggio dei 50 chilometri. Courmayeur, La Thuile e Pré-Saint-Didier erano già stati compresi nei giorni precedenti.

«Alla luce di questo sviluppo, possiamo considerare che l’intero territorio regionale potrebbe presto essere ricompreso nella zona di sorveglianza», precisa l’Assessorato regionale della Sanità nella comunicazione inviata proprio giovedì 24 ai Sindaci e agli enti coinvolti, sollecitando «La massima urgenza alla notifica delle disposizioni» anti-contagio agli operatori del settore zootecnico.

Riguardo alla richiesta di avvio di campagna vaccinale per «Tutelare il nostro esiguo e prezioso patrimonio zootecnico», l’Assessorato riferisce che il Ministero «Ha richiesto con urgenza alla Commissione europea l’accesso alla banca vaccinale dell’Unione contro la Dermatite nodulare contagiosa al fine di ottenere quanto prima le 40.000 dosi di vaccino necessarie».

Una notizia positiva è che per il luogo dove stoccare le forme di fontina è stato individuato un magazzino della Cooperativa Produttori Latte e Fontina che si trova a Palleusieux di Pré-Saint-Didier, inutilizzato da tempo e si trova all’interno della zona di sorveglianza. Peraltro, a causa di un altro focolaio in Savoia, anche le autorità elvetiche hanno bloccato il Cantone di Ginevra e parte di quello del Vaud, iniziando già la campagna vaccinale.

Le misure di controllo
Nel Provvedimento dirigenziale pubblicato giovedì scorso, 24 luglio, sono state comunicate le misure di controllo previste dal Regolamento dell’Unione europea da applicare fin da subito ai territori coinvolti, con l’obiettivo di prevenire l’introduzione e la diffusione della malattia nel territorio regionale. Gli operatori del settore zootecnico e i detentori di animali presenti negli alpeggi ricadenti nella zona di sorveglianza hanno il divieto di movimentare i bovini da, verso e all’interno della zona di sorveglianza; movimentare sperma e materiale germinale dalla zona di sorveglianza; movimentare latte crudo e prodotti lattiero-caseari a base di latte crudo dalla zona di sorveglianza; svolgere all’interno della zona di sorveglianza di fiere, mercati e altre manifestazioni di bovini; evitare movimentazioni non essenziali da e verso gli stabilimenti/alpeggi posti in zona di sorveglianza di persone, veicoli e animali diversi dai bovini; movimentare i reflui zootecnici al di fuori della zona di restrizione e la messa a carnaio di eventuali animali deceduti, che vanno interrati in loco.

Sono ammesse alcune deroghe. In particolare la movimentazione verso macelli autorizzati, con visita clinica e misure di biosicurezza e i trasferimenti all’interno della zona o della stessa filiera solo per benessere animale, con test PCR, trattamenti repellenti e controlli clinici a 28 giorni. Il provvedimento autorizza inoltre la trasformazione in loco del latte crudo in formaggi stagionati oltre 90 giorni, la movimentazione verso impianti che garantiscano la pastorizzazione e la commercializzazione di prodotti lattiero-caseari trasformati prima dell’istituzione della zona, se tracciabili e sicuri.

Il provvedimento dispone infine l’attuazione delle misure di sorveglianza e biosicurezza previste dal Regolamento Ue: visite cliniche e prelievi da parte dell’Usl nei siti zootecnici della zona; l’obbligo di segnalazione immediata di sintomi sospetti da parte di allevatori e veterinari e le misure obbligatorie per il controllo dei vettori (insetti) sia sugli animali sia negli stabilimenti. La zona di sorveglianza potrà essere revocata dopo 45 giorni dalla conclusione della disinfezione nell’azienda infetta, secondo la normativa dell’Unione Europea. Ora si attendono gli sviluppi di una situazione che rischia di diventare esplosiva con il passare dei giorni. La speranza ora è che la campagna di vaccinazione possa iniziare la più presto nella nostra regione.