AYMAVILLES (mpl) Fino all’ultimo ha sperato di rivedere il verde dell’erba e i colori dei fiori dell’alpeggio di Ponton nel vallone dell’Urtier. Maurilio Gérard si è spento nella mattinata di martedì scorso, 8 luglio, a Torino, all’Ospedale delle Molinette dove si trovava ricoverato per i problemi al cuore che da tempo lo perseguitavano.
Una situazione grave, alleviata lo scorso ottobre dalla soddisfazione, per lui immensa, di abbracciare la sua reina Belva, seconda alla Regionale di secondo peso, un momento di gioia e di serenità tra i tanti ricoveri in ospedale e le cure. Avrebbe compiuto 61 anni ad agosto, Maurilio di Montroz, appassionato sin da giovane di allevamento, con sempre a fianco la fidanzata e poi moglie Nadia Meynet e lo zio Franco Gérard.
Anche il lavoro lo aveva portato nella stalla, quella dell’Institut Agricole Régional, con il sogno di costruirne prima o poi una sua, ma senza riuscire a trovare un posto adatto nel piccolo villaggio sulla strada verso Gimillan. Poi finalmente il luogo giusto nella costa, la Costa del Pino, dove passano i fili della funivia della miniera, una stalla moderna in legno, cresciuta insieme al figlio Patrick con l’aiuto di Franco e qualche nuova idea, come la gelateria dalla quale lo sguardo spazia lontano, con lo sfondo del Prato di Sant’Orso.
Proprio in stalla nel 2021 il cuore di Maurilio aveva ceduto. Un infarto grave, salvato dall’elicottero. La vicinanza della famiglia e degli amici, l’amore sconfinato per la sua terra, l’alpeggio, le mucche, avevano rilanciato la sua voglia di fare e nel 2022 dopo tanto tempo ad inseguire un sogno era arrivata la prima qualificazione alla finale delle reines, Ardita terza nel secondo peso a Cogne in una grande festa.
Per Maurilio, Nadia, Patrick e Franco la gioia era di esserci quel giorno di ottobre del 2022, non come spettatori, come facevano da sempre, ma come allevatori proprietari. Quindi nel 2023 la qualificazione di Belva a Aymavilles, ma Maurilio Gérard nel frattempo era dovuto tornare in ospedale e la Regionale la poté vivere solo dai racconti, fino alla felicità del 2024, con Belva – acquistata a Gressan da manza – in primavera seconda a Jovençan e quindi seconda pure alla Croix Noire, alla terza partecipazione della famiglia Gérard.
Con la speranza, purtroppo vana, di un cuore nuovo che non arrivava, a Maurilio Gérard tutti giorni, nella stanza delle Molinette di Torino, passavano negli occhi le immagini del mondo amato, delle sue mucche nel verde, del cielo azzurro delle terre alte e di quell’alpeggio che sentiva casa per lui e per i tanti che negli ultimi mesi lo hanno aiutato, fino a che martedì mattina il suo fisico ha ceduto.
Nel pomeriggio di ieri, venerdì, Cogne ha accompagnato il dolore, se Maurilio ora riposa su verdi pascoli, a noi rimane il ricordo del suo entusiasmo, di una passione innata, di un uomo baldanzoso che è riuscito ad arrivare dove i suoi desideri di ragazzo lo hanno condotto.


