AOSTA (fci) Un prestigioso tributo alla carriera, al coraggio e a una vita intera dedicata al soccorso in montagna. Sabato scorso, 19 settembre, a Pinzolo nella provincia autonoma di Trento, in occasione della 55esima edizione del Premio internazionale di solidarietà alpina, Adriano Favre, guida alpina di Ayas ed ex direttore del Soccorso Alpino Valdostano – nonché gestore del Rifugio Quintino Sella al Felik da 39 anni – ha ricevuto la Targa d’argento.
Un riconoscimento che riporta il premio in Valle d’Aosta 36 anni dopo il 1990, quando ad aggiudicarselo fu il medico di Courmayeur Pietro Bassi, tra i pionieri del soccorso in quota. A segnalare la candidatura di Adriano Favre al Comitato organizzatore è stato il presidente del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), Maurizio Dellantonio, presente a Pinzolo insieme all’intera Direzione nazionale del CNSAS per omaggiare la guida di Ayas.
Adriano Favre ha dedicato oltre 50 anni della sua vita alla montagna e al soccorso, «distinguendosi per competenza tecnica, spirito di abnegazione e per il contributo fondamentale dato all’addestramento delle unità cinofile da valanga».
Ricevendo il Premio, Adriano Favre ha voluto esprimere riconoscenza alle famiglie dei soccorritori che aspettano a casa i loro cari quando vanno in missione e rischiano la propria vita per aiutare chi si trova in una situazione di pericolo.
Nella stessa sede, il Paladolomiti di Pinzolo, la mattina precedente Adriano Favre aveva incontrato gli alunni dell’Istituto Comprensivo della Val Rendena e aveva raccontato loro qualche aneddoto dalla sua pluridecennale esperienza tra le montagne delle Alpi.
Adriano Favre ha lavorato nel comprensorio sciistico del Monte Rosa per più di 20 anni e ha rimesso in piedi il Trofeo Mezzalama. A tutto ciò si affianca la sua attività alpinistica, principalmente in Asia e soprattutto in Himalaya, con le scalate agli Ottomila. Un’attività, quella alpinistica, che in forma molto più tranquilla continua ancora oggi, accompagnando i clienti in trekking e salite meno impegnative.
In tutti questi anni ha avuto in gestione anche il rifugio Quintino Sella: la famiglia Favre lo gestisce dal 1987, ben 39 anni.
Negli anni, Adriano Favre è stato coinvolto nei soccorsi di Rigopiano, ha partecipato a interventi in occasione di grandi valanghe, come quella del Pavillon (12 vittime nel febbraio 1991), oppure al soccorso degli speleologi del Marguareis (dove persero la vita 9 speleologi nel dicembre 1990), in Piemonte. Senza considerare poi gli interventi che ha portato a termine in Himalaya.
La Targa d’argento del 55esimo Premio internazionale di solidarietà alpina, consegnata sabato scorso a Pinzolo, alla guida alpina valdostana Adriano Favre è «un prestigioso riconoscimento che premia la serietà, la dedizione, la grande preparazione tecnica e la profonda conoscenza della montagna di Adriano». Lo dichiara il presidente della Regione Valle d’Aosta, Renzo Testolin.
Le sue qualità hanno reso Adriano Favre «una figura di riferimento nel mondo del soccorso alpino – prosegue Renzo Testolin – e una guida conosciuta e stimata ben oltre i confini regionali, tanto che nel 2020 era stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferitagli dal Presidente Mattarella».
Secondo il Presidente della Regione «la sua è una vita dedicata alla montagna e, soprattutto, al servizio degli altri, a quei valori di solidarietà e disponibilità che sono alla base dell’attività del soccorso alpino. Questo attestato, che torna dopo lungo tempo a premiare un valdostano, rappresenta un riconoscimento per tutto il Soccorso alpino valdostano, un’eccellenza della nostra regione di cui siamo profondamente fieri».

