AOSTA (qdn) Continuano ad essere legate a doppio filo con la nostra regione le avventure dell’esploratore Fabrizio Rovella, conosciuto come «l’uomo del Sahara», torinese di nascita ma valdostano nel cuore, reduce da due mesi in Ladakh, in India, nell’ambito del suo progetto “Montagne di seta”. Proprio in Valle d’Aosta – sui massicci del Monte Bianco (che frequentava fin da bambino con la sua famiglia) e del Monte Rosa e nella vallata del Gran San Bernardo – ha effettuato la preparazione fisica per il viaggio di quest’estate, che – come sempre per lui – ha avuto anche finalità benefiche, portando piccoli ma concreti aiuti alle popolazioni locali. I suoi progetti coniugano infatti l’esplorazione e la montagna con la solidarietà e la sostenibilità. «Utilizzo sempre solo pannelli solari» racconta Fabrizio Rovella, che già sta studiando l’avventura del prossimo anno che lo porterà, in un viaggio lungo e impegnativo, sempre con mezzi propri, ad attraversare il mondo toccando Capo Nord in Norvegia, il Marocco e la Mauritania a sud e infine le Ande argentine, la Patagonia e la Terra del Fuoco a ovest. Avventuriero e alpinista, Fabrizio Rovella è uno dei massimi esperti italiani del Sahara. Nel 2004 ha fondato un’agenzia di viaggi in Algeria, a cui ha fatto seguito 9 anni dopo una seconda in Mauritania. Le sue avventure contengono sempre anche un interesse antropologico («Esplorare significa incontrare l’altro, altrimenti ti sposti e basta» dice) oltre che personale: «Quest’anno in Ladakh ho aperto, pur non arrivando in cima, una via che ho chiamato X Max per dedicarla a Max, un caro amico che sta combattendo lungo una sua salita molto personale» rivela Fabrizio Rovella.
Anche quest’anno l’esploratore si è preparato nella nostra regione
Dalla Valle d’Aosta al Ladakh. L’avventura di Fabrizio Rovella
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