BARD (fci) A quasi un anno dalla sua scomparsa, il Forte di Bard celebra l’opera del grande fotografo brasiliano Sebastião Salgado attraverso le sue fotografie dedicate ai più importanti ghiacciai del mondo. Famoso per gli scatti in bianco e nero, negli anni recenti Salgado ha consacrato il suo lavoro alla documentazione di uno degli ecosistemi più suggestivi e allo stesso tempo più a rischio: quello delle nevi perenni.
La mostra Ghiacciai, da venerdì 24 aprile a domenica 27 settembre, curata da Lélia Wanick Salgado e prodotta in collaborazione con Contrasto, si compone di 54 fotografie di grande formato affiancate da un omaggio al fotografo attraverso un video e un esteso apparato biografico. Il progetto rappresenta un’occasione unica di conoscenza e approfondimento della poetica dell’artista e, allo stesso tempo, offre la possibilità di affrontare uno dei temi più urgenti del nostro tempo, quello del cambiamento climatico, cui il Forte di Bard dedica da tempo iniziative di divulgazione scientifica.
Sebastião Salgado (1944-2025) non è stato solo un fotografo, ma un testimone instancabile della nostra epoca: attraverso il suo sguardo di attivista e umanista, ha documentato le metamorfosi sociali ed economiche del mondo. In questo progetto ha rivolto l’obiettivo verso la bellezza vulnerabile delle nevi perenni, immortalando in centinaia di scatti uno degli ecosistemi più affascinanti e minacciati del pianeta.
L’esposizione al Forte di Bard offre un duplice approccio: permette di esplorare l’arte dell’artista e invita alla riflessione sul cambiamento climatico. I monitoraggi degli anni Sessanta hanno mostrato una costante e significativa riduzione delle masse glaciali, portando all’estinzione di molti ghiacciai. La loro diminuzione comporta una perdita culturale di paesaggi che hanno ispirato arte e letteratura per secoli. Inoltre, i ghiacciai sono elementi essenziali per il clima e il ciclo idrologico, garantendo l’approvvigionamento di acqua potabile a due miliardi di persone e supportando due terzi dell’agricoltura irrigua globale.
Sebastião Salgado cattura la bellezza mozzafiato di questo patrimonio ambientale a rischio: dalla Penisola Antartica al Canada, dalla Patagonia all’Himalaya, dalla Georgia del Sud alla Russia, le sue immagini ritraggono, in un bianco e nero ricco di contrasti, luoghi che negli anni sono al centro delle attenzioni dei ricercatori che indagano la storia geologica del nostro pianeta, così come le conseguenze a breve e lungo termine della crisi climatica e del riscaldamento globale.
All’interno della mostra sono presenti approfondimenti scientifici curati da Michele Freppaz, professore ordinario del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, dando così vita a un percorso che coniuga arte e scienza. Presente anche un percorso inclusivo tattile per una maggiore e più inclusiva fruizione dei contenuti a cura di Dieci Occhi (Valentina Lungo, Tactile Book Designer, ed Enrico Delmastro, Graphic Designer), insieme a Luigi Giunta, Presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti sezione Valle d’Aosta e della Cooperativa sociale C’era l’Acca.
La mostra è visitabile nei giorni feriali dalle 10 alle 18, sabato, domenica, festivi dalle 10 alle 19, lunedì chiuso. Tariffe (che includono altri due spazi espositivi a scelta): intero 15 euro, ridotto 12. Gratuità: possessori Abbonamento Musei Piemonte Valle d’Aosta e Abbonamento Musei Lombardia Valle d’Aosta; Membership Card Forte di Bard; fascia 0-18 anni.


