AOSTA (fci) Entro la prossima settimana la Regione Valle d’Aosta potrebbe avere una nuova Giunta, presieduta da Aurelio Marguerettaz, indicato dall’Union Valdôtaine movimento di maggioranza relativa. Dopo che il presidente uscente della Regione, Renzo Testolin, è decaduto – a seguito della sentenza con cui la Corte d’Appello di Torino ha confermato la sua ineleggibilità per il superamento del limite dei mandati consecutivi previsto dalla legge regionale – il Consiglio Valle potrebbe riunirsi per l’elezione del nuovo esecutivo già giovedì o venerdì prossimi, 5 e 6 novembre.
Il cronoprogramma è emerso ieri – venerdì 30 ottobre – dalle consultazioni tra l’Union Valdôtaine, il Centro autonomista e Forza Italia, le forze che compongono l’attuale maggioranza, che sarà riconfermata. In attesa che si sviluppino le trattative, la Giunta è passata in «ordinaria amministrazione» e il vice presidente Luigi Bertschy ha assunto la carica di Presidente «facente funzione».
«Non è il momento per fare modifiche sostanziali: ci siamo riconosciuti in questo progetto. Ciò non vuol dire che nel corso degli anni non dovremo fare modifiche, ma partendo da questo programma l’impostazione rimane la stessa, gli assessorati rimarranno gli stessi e laddove abbiamo degli assessori in carica, rimangono» ha chiarito al termine del vertice Aurelio Marguerettaz. «Siamo molto soddisfatti del fatto che si sia trovata una rapida soluzione di quella che è stata l’impasse che abbiamo dovuto affrontare, e continueremo a lavorare con la stessa serietà dell’inizio», ha spiegato Emily Rini, coordinatrice di Forza Italia Valle d’Aosta.
«Il programma di una maggioranza si costruisce in cinque anni: ne è passato uno, ce ne sono altri quattro», ha aggiunto Ronny Borbey (Centro autonomista).
I risultati delle consultazioni saranno portati al Conseil Fédéral dell’Uv per la ratifica.
Nel frattempo proseguono le trattative interne al Mouvement per «aggiustare» la Giunta. Come sostenuto più volte ieri, venerdì, dal presidente incaricato Aurelio Marguerettaz, tutti gli assessori restano al loro posto, con le deleghe fin qui portate avanti. Rimane da sostituire solo il responsabile allo Sviluppo economico Luigi Bertschy – che si trova in una situazione analoga a Renzo Testolin per ciò che concerne il limite ai mandati – e completare la squadra di governo. Ma anche qui pare già tutto deciso: in pole position per assumere l’incarico è l’ex presidente della Regione Laurent Viérin.
Risolto in fretta
Capogruppo uscente dell’Uv in Regione, ex assessore in diverse Giunte, commercialista di Saint-Rhémy-en-Bosses, Aurelio Marguerettaz – nato ad Aosta il 22 agosto 1963 – è un veterano del Consiglio Valle, dove ha iniziato la sua carriera l’8 luglio 2003.
Il Conseil Fédéral dell’Union Valdôtaine aveva dato il via libera alla sua candidatura alla Presidenza della Regione nella serata di giovedì 29, dopo una serie di riunioni avvenute il giorno prima sull’asse Palazzo regionale-Avenue des Maquisards. La base unionista si è espressa a favore per acclamazione: un centinaio i delegati presenti nella sala della Fédération de cooperatives a Saint-Christophe. E grande applauso – oltre che per Renzo Testolin e Luigi Bertschy – al termine dell’intervento di Marguerettaz, che era seduto in prima fila: «Accetto l’incarico perché so che possiamo fare un buon lavoro per la Valle d’Aosta» ha detto.
Niente Cassazione
«No, nessun ricorso in Cassazione». E’ di poche parole Renzo Testolin, ma sono parole pesanti, che confermano che questa vicenda giudiziaria finisce qui. D’altronde già in Consiglio Valle, nel dibattito che ha monopolizzato la seduta di mercoledì, aveva detto che «Le sentenze si rispettano, siamo assolutamente tranquilli da questo punto di vista. Ne prendiamo atto. Penso che la politica sia assolutamente attrezzata per dare delle risposte molto chiare e molto tempestive verso i bisogni della comunità».
«Sicuramente – ha proseguito in Consiglio – le forze di maggioranza saranno ora in grado di trovare una sintesi che avrà una buona e solida base sulla quale lavorare al servizio della comunità valdostana, partendo da un programma che potrà evidentemente essere modificato, migliorato, arricchito, ma che è una prospettiva molto chiara. Sono contento di essere a disposizione di una maggioranza che saprà dare continuità a questo percorso».
Soddisfazione per una sentenza che riafferma il principio di legalità, ma anche preoccupazione per le conseguenze istituzionali della decadenza del presidente della Regione Renzo Testolin e la volontà di costruire un’alternativa politica all’Union Valdôtaine e al centrodestra. Sono le posizioni espresse invece da Alleanza Verdi e Sinistra in una conferenza stampa ad Aosta, convocata all’indomani del deposito della sentenza (avvenuto martedì 27) con cui la Corte d’Appello di Torino ha confermato l’ineleggibilità di Testolin per il superamento del limite dei mandati consecutivi previsto dalla legge regionale. E proprio Avs aveva portato l’ormai ex presidente in tribunale per la questione dei mandati.
Per Elio Riccarand, coordinatore di Avs, la vicenda evidenzia un problema più generale di rispetto delle regole nella politica valdostana. A suo giudizio, «si è verificata una violazione macroscopica della normativa, che sarebbe stata compiuta consapevolmente per raggiungere un obiettivo politico».
Una situazione che, secondo Elio Riccarand, «dimostra l’insufficiente cultura della legalità di una parte della classe dirigente regionale». Il coordinatore di Avs ha rivolto critiche in particolare all’Union Valdôtaine, richiamando anche precedenti vicende politiche. Guardando al futuro della legislatura, Elio Riccarand ha indicato come obiettivo la costruzione di uno schieramento di sinistra e progressista capace di rappresentare un’alternativa di governo sia all’Union Valdôtaine sia al centrodestra e di assicurare una guida efficace alla Valle d’Aosta. Sulle conseguenze della sentenza è intervenuto il consigliere regionale Eugenio Torrione, che ha espresso sentimenti contrastanti: da una parte, la soddisfazione per una decisione che riconosce la fondatezza delle ragioni sostenute da Avs e conferma la necessità di rispettare una legge ritenuta chiara fin dall’inizio; dall’altra, il rammarico per una nuova interruzione dell’attività del governo regionale, che a suo giudizio avrebbe potuto essere evitata.
Cristiano Florio