Alpi e dintorni

La “fragilità” della risorsa idrica in un contesto di cambiamento climatico

Ingrandisci la foto: Da sinistra il moderatore Luca Mauro Melloni, il dirigente regionale della Struttura Tutela qualità delle acque Giovanni Andrea Zucca, la professoressa Consuelo Rubina Nava, il ricercatore Edoardo Cremonese, il regista Davide Bongiovanni, il professore Fulvio Boano, la direttrice del Sev Michela Catozzo, l'assessore regionale Leonardo Lotto e il direttore generale Arpa Igor Rubbo
Da sinistra il moderatore Luca Mauro Melloni, il dirigente regionale della Struttura Tutela qualità delle acque Giovanni Andrea Zucca, la professoressa Consuelo Rubina Nava, il ricercatore Edoardo Cremonese, il regista Davide Bongiovanni, il professore Fulvio Boano, la direttrice del Sev Michela Catozzo, l'assessore regionale Leonardo Lotto e il direttore generale Arpa Igor Rubbo
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AOSTA (pcy) Martedì scorso, 9 dicembre, gli Assessorati regionali Opere pubbliche, Territorio e Ambiente; Affari europei, innovazione, PNRR, politiche per la montagna e politiche giovanili; Istruzione, cultura e politiche identitarie hanno organizzato l’iniziativa “Where life flows – Dove scorre la vita” al Teatro Splendor di Aosta – finanziata nell’ambito del progetto SeTe – Sécheresse e Territoire, cui la Regione è partner – davanti ad un’ampia platea di pubblico con oltre 200 studenti delle scuole di ordine secondario, ricercatori, funzionari pubblici e altri attori della transizione ambientale.

Il progetto – promosso nell’ambito del programma Interreg VI-A Francia-Italia ALCOTRA 2021-2027 – nasce per affrontare le sfide ambientali legate alla scarsità idrica nello spazio transfrontaliero tra Valle d’Aosta, Liguria, Piemonte e la Région Sud francese, con l’obiettivo di mitigare le conseguenze della siccità con la promozione di azioni che possano contrastare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici mediante la definizione di strumenti di Governance nella gestione della risorsa idrica, l’azione diffusa da parte della popolazione e la sperimentazione di specifiche azioni innovative.

In un contesto di fenomeni meteorologici sempre più violenti e ricorrenti, quali siccità e alluvioni, appare necessario sviluppare strumenti – e in questo caso un piano transfrontaliero franco-italiano – per consentire una transizione ecologica e una gestione coordinata del patrimonio forestale naturale. Il progetto promuove inoltre la gestione circolare dell’acqua, la riduzione dell’impronta idrica e la valorizzazione della biodiversità: con un budget complessivo di circa 2.8 milioni di euro, SeTe intende sviluppare un piano strategico condiviso, favorendo buone pratiche di cooperazione transfrontaliera e contribuendo alla transizione ecologica nonché all’informazione.

All’evento hanno partecipato vari relatori coinvolti nell’ambito della tutela della risorsa idrica: sono intervenuti l’ingegnere Giovanni Andrea Zucca, Dirigente regionale della Struttura Tutela qualità delle acque; il ricercatore della Fondazione CIMA di Savona Edoardo Cremonese; il direttore generale Arpa Valle d’Aosta Igor Rubbo; la professoressa associata di Statistica Economica dell’Università della Valle d’Aosta Consuelo Rubina Nava; il direttore generale del Sev-Services des Eaux Valdôtaines srl Michela Catozzo e l’ingegnere Fulvio Boano, professore del Dipartimento di Ingegneria dell’ambiente, del territorio e delle infrastrutture del Politecnico di Torino.

Sono stati anche proiettati dei video rappresentativi dal contenuto scientifico – realizzati dal regista Davide Bongiovanni dello Studio Arsenale di Quart con il contributo di Arpa e del Sev – e il tanto atteso docufilm emozionale “Where life flows” che ha narrato il ciclo dell’acqua seguendo una piccola goccia durante il suo lungo percorso vitale, dai ghiacciai ai depuratori, con la splendida voce della doppiatrice valdostana Valentina Favazza. “Il film documentario vuole sensibilizzare le persone sulla “fragilità” della risorsa idrica in un contesto di cambiamento climatico. – afferma il dirigente regionale Giovanni Andrea Zucca – Per questa prima proiezione è stato individuato un pubblico giovanile, in particolare delle scuole, al fine di raggiungere il duplice obiettivo di informare la popolazione sulla necessità di preservare l’acqua, identificando i corretti comportamenti da seguire, e orientare il loro percorso didattico e lavorativo mettendoli a conoscenza della pluralità delle professionalità richieste nel settore del Servizio Idrico integrato, presso la pubblica amministrazione e negli enti privati coinvolti nel processo”.

Il documentario circuiterà nei festival nazionali e internazionali al fine di divulgare questi preziosi messaggi per il nostro futuro e la bellezza dei nostri territori.