AOSTA (fci) In che modo i cambiamenti climatici influenzano la sicurezza delle comunità e il futuro del turismo in montagna? Come possiamo trasformare queste sfide in occasioni di innovazione, resilienza e collaborazione tra istituzioni, ricerca e territori? Su questi interrogativi si confronteranno i partecipanti al convegno «Montagna, Clima e Sicurezza: le sfide di oggi e domani» promosso dall’Università della Valle d’Aosta e in programma martedì prossimo, 28 ottobre, dalle 16 alle 20 al polo universitario di via Monte Vodice ad Aosta.
Dopo i saluti istituzionali, interverranno i rappresentanti di enti e associazioni che operano quotidianamente sul campo. L’intervento di Igor Rubbo, direttore generale dell’Arpa Valle d’Aosta, si concentrerà sul ruolo delle agenzie ambientali nel monitoraggio e nell’interpretazione dei segnali del cambiamento climatico in contesti alpini. La Fondazione Montagna Sicura, con Jean Pierre Fosson, offrirà una panoramica sulle attività di ricerca e monitoraggio legate a sicurezza e glaciologia, con particolare riferimento alle nuove sfide poste dal clima che cambia. La Cva sarà rappresentata da Giampaolo Canestri e Rocco Sorace, che condivideranno esperienze e strategie di innovazione energetica e sostenibilità, centrali per accompagnare la transizione verde del territorio.
Per il mondo del turismo alpino interverrà Ferruccio Fournier, presidente dell’Associazione Valdostana Impianti a Fune, testimone delle difficoltà ma anche delle potenzialità delle infrastrutture turistiche in un contesto in rapida trasformazione anche a supporto di molti professionisti della montagna. Al tema della sicurezza saranno invece dedicate le riflessioni di Ezio Marlier presidente delle guide alpine valdostane, di Paolo Comune direttore del Soccorso Alpino Valdostano e di Beppe Cuc presidente dei maestri di sci della nostra regione.
L’incontro sarà anche l’occasione di presentare il progetto «Smartdeco» che per 2 anni vedrà coinvolte Cva e Università della Valle d’Aosta in uno studio sulle strategie di disaccoppiamento dei flussi turistici e dei consumi energetici in territori montani notoriamente fragili. Ingresso libero fino alla massima capienza dell’aula.


