Alpi e dintorni

PROVVEDIMENTO DEL PRESIDENTE MAURO DURBANO SUL VERSANTE PIEMONTESE

Nel Gran Paradiso entrano 4 nuovi Comuni e escono 2 centri abitati: Valsavarenche spera

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VALSAVARENCHE (fci) «Ampliamento confini dell’area protetta su richiesta dei comuni di Groscavallo, Ribordone, Sparone, Ingria e Pont Canavese». E’ il titolo della deliberazione d’urgenza approvata lunedì 10 marzo scorso da Mauro Durbano presidente del Parco del Gran Paradiso. L’ampliamento avviene su richiesta dei 5 consigli comunali in questione.

Per quanto riguarda Ribordone – già nel Parco – si tratta di ampliare la superficie all’interno dell’area protetta, mentre i Comuni di Groscavallo, Sparone, Ingria e Pont Canavese sarebbero delle «new entry».

Il via libera, si legge nel provvedimento, giunge «Considerata l’importanza, dal punto di vista della conservazione, di ampliare la superficie dell’area protetta, creando un ancor più vasto distretto tutelato ed un lungo corridoio faunistico ecologico che partendo dal limitrofo Parco Nazionale francese della Vanoise si prolunga, anche con l’inclusione di questi nuovi territori, fino ai confini orientali del Parco Regionale del Mont Avic, costituendo uno dei distretti di montagna protetti più estesi d’Europa».

I vantaggi? «Il Parco può rappresentare un’occasione per attivare nuove forme di progettualità e di imprenditorialità ambientale, attirando risorse e coinvolgendo operatori pubblici e privati, e può essere un volano di promozione di produzioni agroalimentari e servizi di ospitalità, specie attraverso il riconoscimento del Marchio di Qualità del Parco». Inoltre «i territori dei parchi sono considerati Zone Economiche Ambientali ai sensi del decreto legge 111 del 14 ottobre 2019 che ha istituito tali Zone quali ambiti territoriali, coincidenti con i Parchi Nazionali, nei quali prevedere misure di sostegno alle micro e piccole imprese che abbiano sede operativa all’interno di tali Zone e svolgano attività economiche ecocompatibili».

Eppure non tutti ci vedono solo vantaggi. Nella stessa deliberazione del presidente Durbano infatti si dà conto della riunione della Comunità del Parco del 30 ottobre scorso a Ceresole Reale, «nell’ambito della quale si è affrontato il tema della revisione dei confini dell’area protetta, anche alla luce del possibile ampliamento, e verificato che i rappresentanti dei Comuni di Locana e Valprato Soana hanno espresso l’intenzione di modificare parzialmente i confini dell’area protetta al fine di escludere rispettivamente i centri abitati di San Lorenzo e di Campiglia Soana». Esclusione che ha ricevuto con questo atto il via libera del Presidente visto che «emerge l’assenza di specie ed habitat» che necessitino di tutele particolari «nei centri abitati sopra citati e che quindi non si ravvedono criticità dal punto di vista della conservazione».

Circostanza che genera ottimismo dalle parti di Valsavarenche. Qui nelle scorse settimane – su iniziativa dell’assessore comunale Claudio Vicari – sono state raccolte 176 firme per chiedere l’estromissione del centro abitato – il cosiddetto «budello» di Valsavarenche, ovvero Degioz e dintorni – dal Parco del Gran Paradiso. Obiettivo? Meno burocrazia: per ristrutturare una proprietà privata per esempio servono 2 autorizzazioni, quella del Comune e quella dell’Ente Parco.

L’argomento verrà discusso in consiglio comunale a fine aprile.

Cristiano Florio