COURMAYEUR (fci) È disponibile sul sito di Fondazione Montagna sicura il nuovo documento tecnico elaborato nell’ambito del sistema nazionale di protezione civile e coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile-Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il documento è il risultato di un impegno congiunto che ha coinvolto soggetti di protezione civile ed esperti della comunità scientifica, delle Amministrazioni regionali e delle organizzazioni di settore, con l’obiettivo di fornire elementi metodologici condivisi sui temi della conoscenza, della comunicazione e della formazione sui rischi in alta montagna, con particolare attenzione agli ambienti glaciale e periglaciale nel contesto attuale di cambiamento climatico. Il lavoro sviluppa strumenti metodologici finalizzati all’individuazione dei ghiacciai a maggiore pericolosità e delle aree potenzialmente interessate dall’evoluzione dei fenomeni di instabilità, proponendo criteri di riferimento per il monitoraggio. Inoltre, definisce una strategia coordinata di comunicazione dei rischi in alta montagna, calibrata sia per le aree ad alta frequentazione sia per quelle a bassa frequentazione, e delinea una proposta di bagaglio formativo di base per gli operatori di settore, quali guide alpine, tecnici e soccorritori.
«La pubblicazione del documento rappresenta un contributo concreto al rafforzamento delle attività di prevenzione e gestione del rischio in montagna e costituisce un riferimento operativo per istituzioni, tecnici e professionisti impegnati sul territorio» si legge in una nota.
È pubblicato sul sito di Fondazione Montagna sicura anche il Rapport d’activités relativo all’anno 2025. Il documento, redatto dai tecnici e dal personale attivo sui diversi progetti, traccia una panoramica completa delle attività svolte illustrando i risultati conseguiti e gli obiettivi da raggiungere nel prossimo futuro. Fondazione Montagna sicura è divenuta nel corso degli anni un punto di riferimento importante relativamente alle tematiche ricerca, innovazione e alta formazione, e rappresenta una realtà molto attiva in una logica di rete transfrontaliera alpina e internazionale.

