COGNE (mb1) Cogne rialza nuovamente la testa dopo l’ennesima ondata di maltempo che l’ha colpita, soprattutto sul piano psicologico, lo scorso giovedì 17 aprile. Fino a quella data, per il paese gravemente danneggiato dall’alluvione del giugno 2024, sembrava una stagione favorevole per rilanciare la sua attrattività a livello nazionale. La Coppa del Mondo di sci nordico e gli altri eventi sportivi dell’inverno scorso avevano contribuito a far dimenticare le immagini di luglio scorso, che ritraevano Cogne come un paese semi distrutto.
Tuttavia, tale rappresentazione è tornata a circolare nei media nazionali dopo i fenomeni meteorologici registrati nella settimana precedente alla Pasqua. Dopo le prevedibili cancellazioni dovute agli ultimi eventi, i turisti stanno lentamente tornando a prenotare soggiorni. Un segnale positivo che tuttavia non attenua la frustrazione provata dagli operatori locali per le perdite subite. Per il week-end di Pasqua era previsto il tutto esaurito in alberghi e ristoranti.
Dalle 21 di ieri, venerdì 25 aprile, la strada regionale 47 è nuovamente aperta senza limitazioni ma operatori turistici e residenti richiedono ora risposte concrete e tempestive al problema della viabilità e non solo. Sotto accusa è finita la scarsa chiarezza nelle comunicazioni da parte di Deval e della Protezione Civile circa il ripristino dell’energia elettrica a Gimillan e Lillaz. «È stato estenuante: ogni dodici ore ci veniva assicurato un imminente ritorno della corrente. – dichiara un esercente di Lillaz Un’attesa durata ben 60 ore».
L’assenza di elettricità ha costretto il ristoratore a chiedere supporto ad amici e familiari per conservare le merci refrigerate. «Nessuno mette in discussione la complessità dell’intervento, – aggiunge l’esercente – ma se fosse stata chiarita l’incertezza sui tempi avrei potuto recarmi personalmente a Torino per recuperare un generatore elettrico di mia proprietà, evitando così di coinvolgere molte persone». Il maltempo ha inoltre evidenziato la necessità urgente di una via alternativa per la viabilità, quasi tutta la popolazione chiede un collegamento con Pila.
«Si tratta di un’infrastruttura fondamentale che avevamo già sostenuto come associazione degli operatori turistici locali nel 1995. – spiega Giorgio Gérard – Trenta anni fa presentammo un progetto alla Regione accompagnato da una sottoscrizione pari a quasi un miliardo di lire per supportare l’iniziativa. Tuttavia, l’iniziativa fu immediatamente respinta dall’ente nonostante la promessa del nostro contributo, poiché ritenevano imminente la messa in servizio del trenino. Tutti sappiamo come sono andate poi le cose».
L’idea del collegamento è tornata attuale nel 2018 con la presentazione di Green Way Cogne-Pila. «È stato un cambio di paradigma rispetto al precedente progetto – racconta Elisabetta Allera, titolare del Ristorante Lou Ressignon – mentre quello del 1995 era concepito esclusivamente come collegamento sciistico, questa nuova proposta prevedeva una via percorribile tutto l’anno anche dai pedoni, grazie alla prossima realizzazione della telecabina Couis-Pila». La svolta decisiva si è verificata nell’estate scorsa, quando la popolazione ha espresso massicciamente la richiesta di realizzare rapidamente una via d’accesso alternativa al paese da ultimare in pochi anni.
Naturalmente permangono ancora posizioni favorevoli al trenino, basate su uno studio, mai reso pubblico, che ne attesterebbe una maggiore sostenibilità. Questa situazione di malcontento e desiderio di cambiamento coinvolge anche l’attuale sindaco Franco Allera, ritenuto da alcuni troppo accondiscendente verso l’Amministrazione regionale. Tali tensioni stanno convergendo in una formazione politica pronta a presentarsi alle prossime elezioni comunali con una lista alternativa.

