I lavori di recupero del mulino di Prariond a Valgrisenche

Data pubblicazione 12 Agosto 2026
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VALGRISENCHE (fci) Venerdì scorso, 31 luglio, in occasione del patrono del villaggio Saint Germain, si sono aperte le porte del mulino di Prariond a Valgrisenche, recentemente restaurato grazie al co-finanziamento dei fondi PNRR.

L’architetto Elisabetta Comin (foto) , di casa a Prariond, ha presentato i lavori di recupero: un intervento di risanamento conservativo di un edificio di piccole dimensioni, a pianta rettangolare e parzialmente crollato, con una copertura a 2 falde. Costruito sopra il torrente omonimo, che costeggia il villaggio verso nord, la presenza del mulino di Prariond risulta già documentata, unica in tutta la valle, in una antica cartografia risalente al 1734.

Tale cartografia, presente negli archivi del Comune di Valgrisenche nonché negli archivi storici della Regione Autonoma Valle d'Aosta, fu commissionata per dirimere una controversia sui confini di proprietà, presentando il territorio e i principali punti di interesse - strategico, logistico, economico - da Planaval alla testata della Valgrisenche.

Nel 1809 il mulino figura tra i dieci mulini ad acqua in attività nella Valgrisenche, ridottisi (per abbandono o distruzione per calamità naturali) a 7 nel 1865, ed a 5 nel 1933. Il mulino di Prariond funzionava per circa un mese all'anno e produceva dai 3 ai 4 quintali di segale, per ognuna delle 6 famiglie utilizzatrici.

Nell'ambito di un’indagine del 1865 richiesta dalla Prefettura di Torino, il mulino di Prariond è attribuito in proprietà a Isidoro Vierin e a tutt'oggi è ancora la famiglia Vierin, con i relativi eredi, a detenerne la comproprietà.