Alta Valle

DOVREBBERO VENIRE ULTIMATI ENTRO LA PRIMAVERA DEL 2026, FONDI DAL MINISTERO

Saint-Pierre, iniziati i lavori per portare l’irrigazione nei prati vicini al Priorato

Ingrandisci la foto: Una veduta dei mezzi al lavoro in questi giorni per la posa delle tubazioni nei pressi del Priorato
Una veduta dei mezzi al lavoro in questi giorni per la posa delle tubazioni nei pressi del Priorato
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SAINT-PIERRE (fci) Nei prati vicini al Priorato sono iniziati i lavori relativi al quarto lotto dell’impianto di irrigazione di Chevreyron, di Vulpillère e appunto della zona del Priorato a Saint-Pierre. Gli interventi dovrebbero venire ultimati entro la primavera del 2026, con un impegno di spesa complessivo di 7 milioni e 270mila euro, utilizzando fondi ad intera copertura dei lavori provenienti dal Ministero delle Politiche Agricole. Un progetto importante, del Consorzio di miglioramento fondiario Saint-Pierre-Villeneuve presieduto da Giorgio Lale Murix, che completa, per il momento, l’iniziativa di dotare la zona dell’adret di Villeneuve, il territorio di Saint-Pierre e la parte confinante di quello di Sarre di impianti di irrigazione moderni e razionali, anche portando l’acqua nella vasta area di Breyan, dove si trova la tradizionale zona di coltivazione delle uve destinate alla produzione del Torrette.

I lavori del quarto lotto contemplano anche l’ammodernamento, la messa in sicurezza ed il telecontrollo della galleria adduttrice che dalla bocca di presa del torrente Savara arriva alla Croix Blanche di Villeneuve per poi innestarsi sulla condotta forzata che porta a Saint-Pierre. Nello stesso lotto è prevista inoltre la realizzazione di una centralina idroelettrica che turbina l’acqua in transito, sfruttando il salto di quota da Tache di Saint-Pierre alla confluenza della Dora Baltea.

L’energia prodotta oltre a coprire il fabbisogno elettrico del Consorzio di miglioramento fondiario Saint-Pierre-Villeneuve genera pure piccole economie che permettono al consorzio di autofinanziare parte dei costi di manutenzione dell’infrastruttura irrigua.

Nella parte dove sono in corso i lavori, i sondaggi archeologici effettuati in tutta l’area non hanno dato nessun esito, è quindi arrivato il via libera al cantiere per procedere allo scavo e alla posa delle tubazioni. Discorso diverso invece per i terreni a sud «a cavallo» tra la ferrovia e la strada statale 26, dove sono emersi i resti di una probabile villa di epoca romana.