AOSTA (zgn) Dotato di una rara abilità manuale, nel suo laboratorio in via dell’Archibugio ad Aosta riparava le calzature alla perfezione, riconsegnandole ai proprietari così lucide da sembrare nuove.
Fare il calzolaio per Rocco Cannatà non era solo un mestiere ma la passione di una vita. Come quella che nutriva per la musica e per gli alpini, dato che suonava il sax e il clarinetto nella fanfara della Sezione Valdostana dell’Ana con cui partecipava orgogliosamente alle Adunate. Il destino ha voluto che si spegnesse all’Ospedale Beauregard sabato 1° marzo e che i funerali venissero celebrati proprio il giorno in cui avrebbe compiuto 86 anni, lunedì 3 marzo. Nato nel 1939 ad Aosta in una famiglia numerosa di origini calabresi, Rocco Cannatà era il penultimo dei 7 figli – solo 1, Benito, il più piccolo, è ancora vivente – di Francesco, operaio alla Cogne, e Pasqualina Varamo.
Aveva iniziato a riparare le scarpe dei suoi familiari che era poco più di un bambino quasi per gioco, su un tavolino nel corridoio di casa in via Lexert, nel Quartiere Cogne. Appena ventenne riuscì ad aprire il negozio in via dell’Archibugio e il 10 febbraio 1964 si sposò con Diana Ruzzene. I giovani coniugi andarono ad abitare in un alloggio sopra il laboratorio – successivamente si trasferirono per 14 anni in Regione Chabloz e infine in via Lys – e dalla loro unione sono nati il 20 novembre 1964 Paolo, autista per un corriere, il 15 marzo 1969 Giorgio, falegname, e il 20 luglio 1970 Nadia, impiegata in una partecipata della Regione.
Legatissimo ai figli, educati nel rispetto dei valori della famiglia e del lavoro, Rocco Cannatà è stato uno storico calzolaio di Aosta – come giustamente i suoi congiunti hanno voluto ricordare nell’epigrafe – molto conosciuto e apprezzato non solo in città. Estroverso e amante della buona compagnia, si è ritirato dall’attività nel 2012 e con la moglie Diana ha condiviso la passione per i viaggi fino a quando lei si è ammalata.
Un legame, il loro, inossidabile, basato su un amore reciproco profondo, testimoniato dal fatto che lui l’ha accudita amorevolmente restandole sempre accanto fino alla sua scomparsa, avvenuta il 23 giugno 2019. Con Rocco Cannatà, che in tanti lunedì scorso hanno salutato un’ultima volta al Tempio crematorio di Aosta – e che lascia anche gli adorati nipoti Alice, Cloe e Fabio -, se ne va un altro volto del mondo del commercio di quell’Aosta d’antan onesta e laboriosa che ha saputo con i suoi sacrifici costruire un futuro migliore per le nuove generazioni.

