AOSTA (fci) Aveva trasformato la Libreria Aubert di Aosta in un accogliente salotto. Quegli incontri, quelle chiacchiere, ora che Ferruccio Spuldaro non c’è più resteranno comunque un bel ricordo, ma lui è venuto a mancare nella tarda serata di giovedì 21 agosto scorso, all’Hospice dell’Ospedale Beauregard, dove era ricoverato.
Nato il 16 agosto del 1943 a San Bonifacio di Verona, giovanissimo si trasferisce con la famiglia ad Aosta, dove la Cogne garantisce lavoro e benessere. Vive al Quartiere Dora, è sportivo e gli piace il rugby, tanto che nel 1971 – insieme a Pinuccio Tringali, Roberto Mancini e Marco Bennani – Ferruccio Spuldaro è tra i fondatori dell’Aosta Rugby.
Inizia a lavorare alla Sip, poi con tanto coraggio – considerando i tempi alla fine degli anni Settanta – si licenzia per prendere in gestione la Libreria Aubert, in centro ad Aosta, nella via omonima.
La libreria era nata sul finire degli anni Sessanta, proprio mentre in tutta Europa si andava diffondendo la contestazione giovanile con il suo carico intellettuale e politico. Bruno Turci, all’epoca, era titolare di un piccolo negozio di barbiere, non distante dall’attuale posizione della libreria e, al di là della sua attività commerciale, aveva manifestato una spiccata sensibilità sociale, tanto da andare a ricoprire anche alcuni incarichi di carattere istituzionale, come quello di assessore alla Cultura del Comune di Aosta.
Aprì così una nuova attività però qualche anno dopo dovette lasciare Aosta per motivi famigliari, cedendo il negozio di libri ai coniugi Franco e Grazia Vai – che erano già proprietari del vicino Ristorante Cavallo Bianco (allora “stellato” Michelin) -, ai quali si deve l’ingrandimento dell’ambiente che venne così trasformata in una vera e propria libreria.
Tuttavia ad animare la libreria fu appunto l’arrivo di Ferruccio Spuldaro, che sarebbe rimasto nell’immaginario cittadino come il libraio «storico» dell’Aubert, con i tanti premi per l’esposizione libraria del negozio nell’ambito del “Concorso delle vetrine per il Natale aostano”.
Appassionato di montagna, oltre che di lettura, Ferruccio Spuldaro negli anni sarebbe riuscito a far affezionare gli aostani alla libreria imprimendole una forte identità culturale, mentre continuava parallelamente a coltivare la propria passione per i lunghi viaggi a piedi.
Nella gestione della Aubert venne affiancato da un giovane, Luciano Pollicini, al quale avrebbe successivamente passato il testimone di libraio. Quest’ultimo, una volta divenuto titolare, si sarebbe associato a sua volta nell’impresa con Piero Valleise e Pierluigi Vuillermin.
Ferruccio Spuldaro – naturalmente – amava i libri ed aveva il gusto di consigliarli, seguendo sempre con attenzione le novità, che proponeva in vetrina, variando continuamente l’allestimento. Gli piacevano la storia e i gialli, che condivideva con Franca Torta, sposata nel 1970. Alla vigilia degli anni 2000 con la pensione il trasferimento a Cogne, luogo ideale per le camminate di Ferruccio Spuldaro.
Proprio nel 2000 partì proprio da Cogne per intraprendere il Cammino di Santiago, un’esperienza che lo tenne lontano per sei mesi e che rimase un bellissimo ricordo.
