Aosta

“I ÆM YOU – Essere montagna”, un evento per i 2050 anni di Aosta che invita a riflettere sul rapporto con il territorio

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L’installazione video “Brenva ” di Stefano Cerio
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AOSTA (zgn) A partire da oggi, sabato 26, a lunedì prossimo, 28 aprile, alcuni spazi pubblici e diversi luoghi significativi della città di Aosta saranno animati da I ÆM YOU – Essere montagna, evento di carattere artistico che rientra nelle celebrazioni dei 2.050 anni di Augusta Prætoria, nato con l’obiettivo di coinvolgere gli abitanti del capoluogo regionale in una riflessione collettiva sul rapporto tra persone, città e montagna.

Attraverso una residenza con workshop di comunità, un’installazione pubblica diffusa, una grande opera pubblica di carattere scultoreo, una video installazione e un progetto visivo per la comunicazione dell’iniziativa, Bea Bonafini, Stefano Cerio, Hannes Egger e Caterina Gobbi, i 4 artisti coinvolti, trasformeranno spazi pubblici e istituzionali in teatri per attivare un dialogo diretto con le persone, chiamate a contribuire alla creazione dei contenuti e delle simbologie dell’evento.

Nel dettaglio, l’opera di Bea Bonafini sarà visibile al MegaMuseo dalle 10.30 alle 20, la scultura di Stefano Cerio verrà collocata a Plus dalle 9 alle 23, mentre la sua installazione video sarà proiettata al Salone Ducale del Comune di Aosta dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18. La creazione di Hannes Egger sarà esposta in piazza Chanoux dalle 10 alle 18, e l’installazione sonora di Caterina Gobbi sarà allestita al Chiostro di Sant’Orso dalle 9 alle 17. In tutti luoghi coinvolti, l’ingresso sarà gratuito.

«I ÆM YOU intende offrire una serie di stimoli visivi che sollevano interrogativi sulla relazione culturale, emozionale e ambientale tra cittadine, cittadini e il territorio montano nel quale vivono. – precisa una nota – A partire dall’identità storica di Aosta – il suo essere un centro che è nato, cresciuto e si è modificato dalla preistoria, all’epoca romana, fino al presente, attraverso un rapporto simbiotico con le montagne – il progetto si inserisce in una prospettiva temporale che invita a guardare verso il futuro.

Muovendo dalla consapevolezza delle complessità e delle sfide che la società globale sta attraversando sul piano politico, socio-economico ed ecologico, una serie di domande guidano la narrazione di questa iniziativa e invitano a considerazioni individuali, sinergie collettive ed energie di cambiamento. Nell’epoca in cui all’iperconnessione digitale fa seguito una disconnessione sempre più marcata sul piano interpersonale, quali sono le possibilità per ricreare un sentimento di comunanza? Esiste una relazione affettiva che guida il rapporto tra i valdostani e le loro montagne? È possibile ridefinire il concetto di cura tra le persone e quello di appartenenza a un luogo? Quali sono le criticità e le opportunità di abitare le aree montane nel tempo a venire? In che modo e in che misura la responsabilità individuale e quella comunitaria possono allearsi per agire su forme di cambiamento necessarie?

L’iniziativa artistica sollecita l’attivazione di un senso di azione collettiva, fondamentale per immaginare, vivere e gestire un territorio fragile che è chiamato ad adattarsi ai nuovi scenari climatici, sociali ed economici del tempo presente e che verrà: l’arte e la creatività contemporanee avranno il compito di affrontare e di raccontare questi temi».