Aosta

La burocrazia frena l’intitolazione del nido d’infanzia a Maria Bonino

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AOSTA (zgn) Giovedì scorso, 25 settembre, il nuovo nido d’infanzia di piazza Battaglione Cervino, nel Quartiere Dora di Aosta, avrebbe dovuto essere ufficialmente intitolato alla dottoressa Maria Bonino, pediatra biellese che ha speso la sua vita per i bambini in Africa, fino alla sua morte avvenuta vent’anni fa in Angola durante un’epidemia di febbre emorragica. Ma è stato tutto rinviato a data da destinarsi a causa di «Gravi e inattesi intoppi burocratici» scrive la fondazione Maria Bonino. Tradotto: manca l’atto formale firmato dal presidente della Regione Renzo Testolin. Al disappunto della Fondazione Bonino si unisce quello del Comune, ma dalla Regione trapela che non vi è stata negligenza, semplicemente l’iter burocratico ha i suoi tempi e il Presidente della Regione non ha firmato semplicemente perché non gli è stato ancora sottoposto l’atto dopo il via libera della Commissione Toponomastica. Così la targa commemorativa collocata all’ingresso dell’asilo nido per ricordare il profondo legame della dottoressa Bonino con la città di Aosta, dove aveva trascorso molti anni della sua carriera professionale lavorando nel reparto di Pediatria dell’ Ospedale regionale, dovrà ancora attendere prima di essere scoperta. L’intitolazione del nuovo nido doveva rappresentare un riconoscimento che unisce la sua dedizione ai bambini africani con l’impegno costante verso quelli valdostani.

Il dottor Paolo Bonino, fratello di Maria e presidente della Fondazione che porta il nome della sorella, riferisce: «Alcuni mesi fa ci siamo recati dal sindaco di Aosta Gianni Nuti per chiedergli se riteneva possibile che la Città di Aosta in qualche modo potesse ricordare Maria a vent’anni dalla sua morte. Lui, che ben conosceva la storia di Maria, non ha avuto titubanze e ci ha subito proposto di intitolarle il Nido d’Infanzia del Quartiere Dora, allora in via di ultimazione. Sono personalmente molto grato al sindaco Giani Nuti e all’assessora alle Politiche sociali Clotilde Forcellati che hanno raccolto la nostra richiesta».

Il nuovo nido d’infanzia era stato inaugurato lo scorso 3 marzo e la struttura accoglie 13 bambini a partire dai 6 mesi, con una capienza massima di 24 posti suddivisi in 2 sezioni.

Il progetto ha trasformato un’area precedentemente occupata da un prefabbricato degli anni Settanta, utilizzato nel tempo come centro sociale, biblioteca e mensa scolastica, dando vita a un edificio moderno e funzionale.

Oltre alle aule, il nido dispone di una zona di ingresso e accoglienza con armadietti, uno spazio comune per le attività, una sala sonno e due bagni. Tra gli elementi distintivi spiccano il giardino d’inverno interno, con erba sintetica e un vero acero rosso, e l’area verde esterna attrezzata. Particolare attenzione è stata dedicata al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale.