GRESSONEY-SAINT-JEAN (qdn) «Ora sei con Leonardo, stretti in un abbraccio infinito». Queste parole, pronunciate dalla nipote Katrin, hanno dato l’addio ieri, venerdì 8 agosto, a Dario Follis, mancato nella serata di martedì scorso all’età di 89 anni. Una cerimonia sobria, davanti alla Panetteria Pasticceria Bar Follis che proprio Dario aveva costruito nel 1970 lungo la strada pedonale che porta al lago Gover, insieme alla moglie Anna Maria Gamba di Carema, sposata 5 anni prima.
Un uomo dinamico e carismatico, forte e intraprendente, attaccato alla vita e lavoratore instancabile. Era nato il 3 marzo del 1936, 6 anni prima della sorella Franca. Come il papà Vittorio, anche lui si è dedicato fin da giovane all’attività di panettiere, che ha esercitato per tutta la vita, prima nel negozio di famiglia, in via Monte Rosa, e poi nel nuovo bellissimo locale di via via Zem See, ora gestito dalle nipoti atlete Annie e Katrin Bieler, assieme alla mamma Patrizia.
Oltre a Patrizia, Dario e Anna Maria hanno avuto altri 2 figli: Arianna – campionessa di sci nordico, bronzo olimpico a Torino 2006 e vincitrice di 5 medaglie mondiali – e Leonardo, fondista della squadra Asiva, strappato alla vita il 14 marzo 2001 da una valanga mentre si allenava per il Trofeo Mezzalama, che aveva vinto 2 anni prima. Un colpo durissimo per tutta la famiglia, che recentemente ha festeggiato la nascita di un altro Leonardo, figlio di Arianna e del marito Giorgio Munari.
Anche lui appassionato di sci nordico e amante della montagna, negli anni ha aperto diverse altre attività a Gressoney-Saint-Jean, oltre al bar pasticceria: il negozio Basecamp, la Pizzeria Oro argento e bronzo, la Boutique Monique e lo Snack Bar. Ma era e rimane la Panetteria Pasticceria Bar Follis il grande punto di riferimento per tutti – residenti e turisti – con gli imperdibili torcetti, il pane nero, lo strudel di mele.
«Unico e straordinario. Intelligente, abile e capace. Un uomo che ha lasciato il segno. – lo ha ricordato la nipote Katrin – Hai trascorso 60 anni con Anna Maria, moglie e compagna di una vita, nostra mamma e nonna. Un amore vero, puro eterno. Una rara e grande fortuna. Ciò che siamo noi oggi, portando avanti con orgoglio e gratitudine quanto voi avete costruito e realizzato con tanti sacrifici, è grazie a tutto il bene che ci avete donato, alla passione e ai valori che ci avete trasmesso, di cui faremo tesoro».



