VERRÈS (qdn) «L’acqua non arriva negli orti e nei prati da sola. E’ un bene comune le cui infrastrutture vanno curate e mantenute. Per questo serve partecipazione nelle corvées e nelle varie attività indispensabili per conservare questo servizio funzionante ed efficiente » E’ l’appello lanciato dal presidente del consorzio di miglioramento fondiario Verrès Enrico Rovarey, già sindaco del paese dal 1990 al 1995. Oggi, sabato 29 marzo, con ritrovo alle 8 in piazza Europa, è in programma la consueta corvée di inizio primavera.
Alla serata per organizzarla – che si è tenuta lunedì scorso, 24 marzo, al salone Bonomi – la partecipazione è stata però decisamente scarsa. «Ci siamo trovati i soliti “quattro gatti” ed è un peccato considerato che sono tante le persone che usano l’acqua. – sottolinea il presidente Enrico Rovarey – Oltre a questa corvée, per tutta l’estate è necessario dedicare cura ai nostri canali. L’acqua raggiunge le aree verdi e gli orti attraverso infrastrutture che necessitano di manutenzione periodica, altrimenti si va incontro a danni che richiedono poi grandi spese».
A richiedere la cura maggiore sono i due canali del paese: il ru du Bourg – che parte all’altezza della centrale della Cva e scende a bagnare tutti gli orti sulla sinistra orografica dell’Evan – çon e poi i prati dalla “Grangia Nuova” fino al confine con Arnad – e il ru de la Place che, al contrario, scorre sulla destra orografica del torrente e, oltre agli orti su quella sponda, serve i prati dal ponte di Fleuran fino all’inizio degli impianti di irrigazione a pioggia a Torille.
Fino a un paio di anni fa la loro manutenzione era curata dal Comune mentre ora è in capo al consorzio. «Sono infrastrutture vecchie, che devono essere pulite con regolarità. Ci sono paratoie che devono essere sostituite. – prosegue Enrico Rovarey – Noi non sappiamo nemmeno chi usufruisce dell’acqua: per i prati vi si può risalire dal catasto ma per gli orti è più complesso. Per questo chiediamo a chi utilizza l’acqua di contattare me, la segretaria Patrizia Lesca o qualche altro membro del consorzio per dare la propria disponibilità a rendersi utile e per permetterci di costruire un catasto consortile, un “database” di persone da chiamare in caso di necessità.
Così si metterà insieme una squadra per lavorare alle corvées e si potranno definire ruoli o oneri per chi non vi partecipa; ruoli che già vengono pagati da chi usa gli impianti di irrigazione a pioggia». «Sia chiaro: il mio è un invito, non un rimprovero. – chiarisce Enrico Rovarey – E’ una sollecitazione a prendere coscienza che l’acqua è un bene prezioso che non si può dare per scontato. Il nostro obiettivo è rendere le infrastrutture più efficienti, con il contributo di tutti quelli che ne usufruiscono, oltre che dei finanziamenti della Regione. Se si fa una manutenzione costante, si evitano anche le spese più grosse per eventuali danni».
Daniel Quey
