AOSTA (zgn) Aveva dichiarato che l’amico che aveva portato al Pronto Soccorso si era ferito all’addome in un incidente casalingo. Ma non era vero. E dopo un interrogatorio durato tutta la notte, Valentino Denic, 35 anni, è crollato e ha confessato di essere stato lui ad accoltellarlo. Così è stato stato arrestato dagli investigatori della Squadra Volante e della Sezione Omicidi della Squadra Mobile per tentato omicidio pluriaggravato. E’ successo lunedì scorso, 1° dicembre.
Nella prima serata giungeva alla Sala Operativa della Questura una segnalazione del personale sanitario che comunicava l’arrivo in Pronto Soccorso di un cinquantenne, ricoverato in pericolo di vita, che presentava un’importante ferita da taglio addominale.
Il ferito era stato, immediatamente prima, accompagnato in Ospedale in stato di incoscienza da un amico che, nel ricostruire i fatti, riferiva diverse versioni confuse e contrastanti. Specificava di intrattenere una relazione sentimentale con il cinquantenne, un infermiere, precisando che quella sera, mentre stavano per cenare a casa, l’uomo era caduto accidentalmente facendo cadere a terra una tovaglia, dei piatti, dei bicchieri ed un coltello che si era conficcato nel fianco sinistro.
Sul posto interveniva immediatamente personale della Squadra Volante e della Sezione Omicidi della Squadra Mobile. Nel prosieguo delle indagini Valentino Denic confessava: durante una lite aveva sferrato un fendente all’amico colpendolo al ventre. Un episodio che non era accaduto in casa ma in una via del Quartiere Cogne, tanto che la scena è stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza.
Il 35enne ha poi rivelato che dopo essere uscito dall’Ospedale aveva parcheggiato l’auto vicino alla Scuola Einaudi e lanciato il coltello da cucina utilizzato per l’aggressione, della lunghezza totale di 29 centimetri di cui 17 di lama e 12 di manico, sul tetto di una casa che ha indicato ai poliziotti. Così gli agenti lo hanno cercato tutta la notte fino a quando non sono riusciti a trovarlo e quindi a sequestrarlo.
La Polizia giudiziaria, ritenuta la sussistenza dei presupposti della quasi flagranza del reato, vista la gravità dei fatti e gli elementi raccolti, procedeva all’arresto per tentato omicidio pluriaggravato e a trasferirlo nel carcere di Brissogne.