Cronaca

Aosta, per Santa Barbara i marinai hanno donato il loro monumento alla città

Ingrandisci la foto: La cerimonia di donazione del Monumento ai Caduti del Mare alla Città di Aosta con da sinistra il presidente dell’Associazione Genio Ferrovieri Vittorio Udali, Angelo Pozza, Armando Mormile, Anita Abbiamo, Elisabetta Marieni, Sergio Charbonnier, la vice presidente del Nastro Azzurro Teresa Guglielmino, Egidio Garzotto, il presidente della Sezione valdostana dell’Associazione dei Marinai d’Italia Alessio Sannolo, il sindaco di Aosta Gianni Nuti, Luigi Lanzo e il presidente dell’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo Valle d’Aosta Massimo Ferrero
La cerimonia di donazione del Monumento ai Caduti del Mare alla Città di Aosta con da sinistra il presidente dell’Associazione Genio Ferrovieri Vittorio Udali, Angelo Pozza, Armando Mormile, Anita Abbiamo, Elisabetta Marieni, Sergio Charbonnier, la vice presidente del Nastro Azzurro Teresa Guglielmino, Egidio Garzotto, il presidente della Sezione valdostana dell’Associazione dei Marinai d’Italia Alessio Sannolo, il sindaco di Aosta Gianni Nuti, Luigi Lanzo e il presidente dell’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo Valle d’Aosta Massimo Ferrero
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AOSTA (zgn) Mercoledì scorso, 11 dicembre, l’Associazione Marinai d’Italia ha festeggiato Santa Barbara, in ritardo di qualche giorno rispetto alla data canonica del 4 dicembre.

La solennità dei festeggiamenti è stata maggiore del solito in quanto, in occasione della celebrazione, l’Associazione ha consegnato alla Città di Aosta il Monumento ai Caduti del Mare, eretto in viale Chabod, di fronte all’Arco di Augusto. Si tratta di un atto previsto da questa Associazione d’Arma che attendeva ancora di essere formalizzato. Un gesto di grande valore simbolico ed emotivo che per i marinai ha il significato di un dono alla Città.

«La Grande Ancora ricorda tutti i marinai caduti in guerra, spesso soldati semplici. – commenta il presidente della Sezione valdostana dell’Associazione dei Marinai d’Italia, Alessio Sannolo – Sembrerebbe la traccia di una sorprendente anomalia, dal momento che celebra uomini del mare in una regione nella quale domina il monte più alto d’Europa, ma il monumento testimonia soprattutto il contributo che i valdostani hanno dato con orgoglio e fierezza al Paese. Infatti, dal 1920 all’anno della cessazione del servizio di leva obbligatorio almeno 4.000 giovani valdostani sono stati arruolati in Marina, prevalentemente provenienti dalle Acciaierie Cogne. Molti sono morti eroicamente in combattimento e sono stati decorati durante la seconda Guerra Mondiale».