Cronaca

Cogne, dopo l’ennesimo attacco di lupi a un gregge il paese ha paura

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COGNE (ces) Quanto tempo dovremo ancora sopportare? E quante bestie domestiche – non solo bovini, caprini e ovini – ma anche i nostri fedeli compagni cani dovranno essere uccise e sbranate? Sono gli interrogativi di molti, dopo l’ennesimo crudele attacco di un branco di lupi avvenuto a pochi metri da un importante centro abitato e turistico come Cogne.

Questa volta però i 3 cani a guardia del gregge di pecore hanno evitato il peggio, ma 2 di loro sono stati gravemente feriti durante la difesa degli ovini. E’ successo nelle prime ore di domenica scorsa, 27 settembre. A raccontare l’accaduto è Enrico Cavagnet: «Siamo scesi con 500 pecore dall’alpeggio Lauson sino Cogne per la Devétéya di sabato. Gli ovini erano in un recinto elettrificato a Buthier, a un chilometro dal centro del paese vicino ad une delle più frequentate passeggiate sul prato di Sant’Orso. I titolari dell’azienda agricola Jeantet ci avevano avvisati che era stato visto un branco di 5 lupi nei paraggi. Pertanto durante la notte mi sono recato 2 volte a ispezionare il gregge. L’attacco, però, è avvenuto la mattina presto. I miei 3 cani – i maremmani Lady e suo figlio Billy, con Lola, un pastore dell’Asia centrale – si trovavano dentro il recinto con le pecore e quando hanno avvertito la presenza dei lupi lo hanno scavalcato e hanno lottato con i predatori per difendere il gregge. Nessuna pecora è stata uccisa ma Lady ha riportato profonde ferite sul muso e Lola un taglio alla gola. Quando sono arrivato, il rumore dell’automobile ha fatto fuggire i lupi».

Il gregge di Enrico Cavagnet aveva già subito un attacco lunedì 10 agosto scorso in alto, all’alpeggio Lauson, e anche in quel caso i cani avevano difeso le pecore. «Il problema è che i lupi sono ormai stanziali e sempre più confidenti. – afferma Enrico Cavagnet – Sembra essere diventato normale vederli aggirarsi per il centro abitato di Cogne. A Lillaz ne sono stati contati 14. Bisogna prendere atto della situazione e studiare una strategia concordata tra allevatori, Comune, Regione, Corpo Forestale e Parco del Gran Paradiso prima che diventi un’emergenza. Lo dico perché alcuni sostengono che queste notizie non vadano divulgate. Anni addietro un Sindaco di Cogne al quale mi ero rivolto per chiedere di mettere in atto una qualche strategia per essere pronti ad intervenire quando il numero di lupi sul nostro territorio sarebbe diventato insostenibile, mi rispose che nulla avrebbe fatto perché “a Cogne abbiamo una clientela sensibile”. Credo dunque sia doveroso diffondere queste notizie affinché il giorno che dovesse succedere ciò che tanti temono, nessuno possa trincerarsi dietro il “Non lo sapevo”. Di conseguenza coloro che devono garantire l’incolumità delle persone paghino per la loro negligenza!».

Tuttavia un altro grave episodio si è verificato la mattina di mercoledì scorso, 30 settembre: un lupo ha preso un gatto davanti a casa della sua padrona, ha raggiunto un altro esemplare e insieme lo hanno divorato. A raccontarlo è Carolina Gilardini: «Abito in via Bourgeois a Cogne e alle 7.15 ho fatto uscire i miei 2 gatti, Tommy e Linda. Una mia vicina di casa è scesa in strada e ha visto il lupo con Linda tra le fauci, poi dei pastori mi hanno raccontato che l’ha portata a un altro lupo e insieme l’hanno sbranata. Io non ho nulla contro i lupi, sia chiaro. Ma non devono avvicinarsi così tanto al centro abitato, ormai sono troppo sicuri. La gente è terrorizzata e dall’anno scorso sono spariti a decine i gatti».

Sempre a Cogne nei giorni scorsi l’allevatore Ruben Bovet, mentre stava rientrando dal pascolo con 2 bovine è stato avvicinato 4 lupi, 3 si sono subito allontanati ma 1 è rimasto sul posto, mostrando i denti fino a quando Bovet e le sue bestie non andati verso il villaggio.