COGNE (mes) Almeno 15 gatti scomparsi nell’ultimo mese in 2 villaggi che totalizzano non più di 100 abitanti. È il mistero estivo di Lillaz e Sonveulla, a Cogne, in Valle d’Aosta. Molti abitanti hanno gatti abituati a vivere tra prati e boschi, addestrati dall’esperienza a sopravvivere agli animali predatori: volpi e talvolta anche lupi. I gatti ora sono «scomparsi nel nulla dalla sera alla mattina», raccontano i proprietari. Così tante sparizioni in poco tempo hanno allarmato i residenti, ma anche l’Amministrazione comunale.
È di mercoledì scorso, 30 luglio, un post sul profilo social ufficiale: «In merito agli smarrimenti di gatti avvenuti nelle ultime settimane, principalmente nelle zone di Sonveulla e Lillaz, sono state contattate le autorità competenti». E si consiglia, in caso di allontanamento degli animali domestici da casa, «di contattare la sede dei Carabinieri o la Polizia Locale». Il sospetto è che non si tratti di una predazione animale, ma che a far scomparire i gatti sia la mano dell’uomo. A suggerirlo sono 2 ritrovamenti: in un prato è stato trovato il collarino dotato di un trasmettitore Gps disattivato, mentre 2 felini sono stati rinvenuti morti all’interno di sacchetti della spazzatura, gettati in un cassonetto. Ai Carabinieri sono arrivate 5 denunce.
E secondo voci che circolano in paese sarebbero addirittura una sessantina i gatti spariti. Occorre non fare allarmismi e capire bene cosa sta succedendo: è di questo parere Deborah Bionaz, assessora comunale, in merito alla vicenda che sta creando preoccupazione tra residenti e turisti. «Si stanno rincorrendo tante voci e anche tanta disinformazione. – dichiara Deborah Bionaz – Per questo motivo, come Comune, abbiamo deciso di prendere una decisione chiara: chiediamo alla gente di segnalare alle autorità competenti la sparizione del proprio gatto». «In questo modo le autorità preposte potranno agire nei dovuti modi – aggiunge l’Assessora – e verificare cosa sta realmente accadendo in paese».
La gente è preoccupata. Il gatto è un animale tranquillo e innocuo. Qualche villeggiante se lo è portato addirittura in vacanza a Cogne. Cosa può essere successo? «Sinceramente non riusciamo a capire, possiamo solo fare delle ipotesi. – conclude Deborah Bionaz – Se gli episodi si fossero verificati a novembre, si sarebbe potuto pensare a un animale selvatico, come il lupo, ma in questo periodo il paese è pieno di turisti e non è possibile. In ogni caso, vogliamo approfondire».
«Anche a Cogne potrebbe aggirarsi un killer dei gatti, infatti sono una quindicina i gatti scomparsi negli ultimi tempi dal comune». Lo dichiara l’Associazione italiana difesa animali ed ambiente che in un comunicato sottolinea: «Nei paesi di montagna i gatti girano liberi e quindi addentrandosi nei boschi possono essere oggetto di incontro con volpi ed altri predatori, ma in questo caso la situazione appare chiara non vi sarebbero tracce di aggressione da parte di altri animali e quindi potrebbe trattarsi veramente dell’opera assassina di mano umana, Invitiamo a tenere in protezione i gatti domestici per evitare ulteriori sparizioni».
Poco meno di 2 mesi fa, sempre da Valnontey era arrivata la notizia di un pastore meticcio di taglia media, 2 anni, Togo, vivo per miracolo dopo aver ingerito un boccone avvelenato. Era successo venerdì 6 giugno. A raccontare l’accaduto la proprietaria Valentina Elter. Quel pomeriggio Togo si era allontanato e quando era tornato a casa appariva più stanco del solito. Nella notte aveva vomitato, la mattina seguente non riusciva a stare in piedi e aveva gli occhi fuori dalle orbite. Così i proprietari lo avevano portato alla clinica veterinaria a Pont Suaz di Charvensod dal dottor Michel Mottini. Togo era stato sedato, perché sembrava avere delle crisi epilettiche, poi gli era stata applicata una flebo per disintossicarlo dato che dall’esame delle urine era emerso che era stato avvelenato. Dopo 5 giorni fortunatamente si era completamente ripreso. Siccome l’episodio si era verificato nel territorio del Parco del Gran Paradiso, era stato automaticamente denunciato alle autorità competenti.
Alessandra Merlo

