Cronaca

Cogne, strada riaperta dopo la frana. Però fioccano le disdette dei turisti

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La colata detritica che aveva invaso la Strada regionale 47 per Cogne
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AOSTA (mb1) Da martedì scorso, 1° luglio, a partire dalle 18, la Strada regionale 47 per Cogne è stata riaperta, in via definitiva, in entrambi i sensi di marcia. La decisione è stata presa dalla Presidenza della Regione per il tramite del Dipartimento della Protezione civile e di concerto con la struttura regionale viabilità e i Comuni di Cogne e di Aymavilles. La circolazione era stata interrotta dopo il violento temporale nella notte tra domenica 29 e lunedì 30 giugno che ha provocato il distacco di 2 frane sulla strada regionale per Cogne, in località Chevril a Aymavilles, all’altezza della nuova variante. Il materiale caduto ha ostruito per circa 800 metri il tratto stradale. Le 2 frane hanno bloccato un’auto tra il ponte di Chevril e Vieyes. Per recuperare le 3 turiste che erano a bordo, rimaste tutte illesi, è intervenuto il Soccorso Alpino Valdostano. Le occupanti del mezzo sono state portate via terra dai Vigili del Fuoco a Aymavilles.

Un evento estremo causato dall’enorme quantità d’acqua, calcolata in 50 millimetri, caduta in meno di un’ora su una fascia di rocce verticali e impermeabili che si trovano sopra la strada. L’acqua è stata perciò convogliata in 3 impluvi nel bosco sottostante. Le reti paramassi sono stati divelte dalle colate detritiche che sono finite sulla strada e hanno divelto in 2 tratti pure le barriere sul ciglio della strada regionale. Il tratto è lo stesso che era stato divorato dal torrente Grand Eyvia esattamente un anno fa, il 29 giugno 2024.

I commenti a Cogne
Franco Allera, sindaco di Cogne, commenta: «C’è stato un allarmismo eccessivo. C’è chi, al posto di informare la Protezione Civile e l’Amministrazione comunale sulla condizione della strada, ha pensato di postare immagini sui social creando un clamore eccessivo per una situazione che fortunatamente non è minimamente paragonabile a quella che abbiamo vissuto lo scorso anno».

Franco Allera aggiunge che «In paese quella notte non aveva quasi piovuto, nessuno poteva immaginare che una bomba d’acqua avesse colpito la zona sopra il ponte di Chevril causando distacchi di rocce e terra che hanno portato all’interruzione del traffico da e per Aosta per 36 ore. È stata una situazione non facile ma vissuta con serenità sia dalla popolazione locale che dai turisti. La Protezione Civile, coadiuvata dal Comune, ha dimostrato, ancora una volta, di sapere intervenire con efficacia in queste emergenze che purtroppo si sta riproponendo sempre con maggior frequenza anche a causa del cambiamento climatico in corso».

Ciò che è accaduto, enfatizzato dagli organi di informazione, ha portato nei giorni successivi alla chiusura della strada molte persone a disdire le prenotazioni nelle strutture ricettive della zona. «C’è stata un’eco mediatica esageratamente alta. – commenta l’albergatore Filippo Gerard – Abbiamo purtroppo registrato alcune cancellazioni di prenotazioni di camere da parte di ospiti anche per le prossime settimane. Rispetto a un anno fa non abbiamo avuto grossi problemi, a parte il disagio della strada, l’acqua e l’elettricità non sono mai mancate». Elisabetta Allera, presidente del Consorzio degli operatori turistici, osserva che «A mio avviso c’è una tendenza al catastrofismo e alla ricerca del sensazionalismo a ogni costo. È sbagliato dipingere le situazioni sempre con gli stessi toni. Quest’anno c’è stata una colata di fango su un tratto di strada molto esposto in cui si sta lavorando da anni per la messa in sicurezza e non il riversamento di milioni di metri cubi di materiale che ha devastato l’accesso a una valle come nel 2024. La stagione estiva era partita molto bene, in questa settimana abbiamo registrato un calo notevole di presenze, ma il dato più preoccupante è che questa tendenza negativa si protrarrà fino alla metà di questo mese».