AOSTA (zgn) Nella seduta di mercoledì scorso, 23 settembre, il Consiglio Valle ha deliberato all’unanimità la costituzione dell’Osservatorio regionale permanente sulla legalità e criminalità organizzata e di tipo mafioso previsto dalla legge regionale numero 1 del 2022. I gruppi PD-Federalisti progressisti e Alleanza Verdi Sinistra non hanno partecipato al voto.
L’Osservatorio risulta così composto: il presidente del Consiglio Valle, Stefano Aggravi, che lo presiede; il vice presidente del Consiglio regionale Massimo Lattanzi, individuato in modo da garantire l’equilibrio tra la maggioranza e la minoranza in riferimento alla carica di Presidente, il presidente della prima Commissione consiliare Marco Viérin, il presidente della Regione Renzo Testolin, gli assessori regionali all’Istruzione, Erik Lavevaz e alle Politiche sociali, Carlo Marzi, la vice sindaca del Comune di Aosta, Valeria Fadda, il presidente del Consiglio permanente degli enti locali Alex Micheletto, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Erika Iamonte e Claudio Albertinelli, delle organizzazioni datoriali Giorgia De Fabritiis e Edoardo Melgara, degli ordini professionali valdostani Adriano Consol e Giampaolo Marcoz, della Chambre Valdôtaine Roberto Sapia, delle associazioni antimafia, antiusura, antiracket, ambientaliste e dei consumatori Giuliana Franchi e Fabrizio Bal.
Il dibattito in Aula
Il Consigliere del PD-Federalisti progressisti Fulvio Centoz ha annunciato che il gruppo non parteciperà alla votazione: «Eravamo contrari alle modifiche della legge e, in continuità con quella posizione, riteniamo di non partecipare al voto. Ovviamente, la legge deve andare avanti e l’Osservatorio verrà costituito, ma vogliamo così ribadire la posizione politica che avevamo già espresso in Commissione e in Aula».
Anche il vice capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Eugenio Torrione ha motivato la decisione del gruppo di non partecipare al voto «In coerenza con la netta contrarietà alla legge già espressa in Commissione e in Aula al momento della sua approvazione. Avevamo proposto di mantenere un Comitato tecnico permanente e di ampliare la partecipazione dell’Osservatorio alle associazioni ambientaliste, ma gli emendamenti sono stati respinti. Ne deriva un organismo più politico e meno tecnico di quanto sarebbe stato utile. Ci auguriamo ora che il regolamento e il lavoro dell’Osservatorio possano recuperare, nella pratica, ciò che non è stato previsto dalla legge».

