BRISSOGNE (zgn) Il sottosegretario alla Giustizia di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro Delle Vedove martedì scorso, 12 agosto, ha compiuto una visita istituzionale alla Casa circondariale di Brissogne. «Ci sono stati 20 anni di legge Madia, e leggi varie, – ha dichiarato Andrea Delmastro Delle Vedove al termine della visita – che hanno impedito di garantire il turnover dei pensionamenti. Ora in 2 anni e 6 mesi abbiamo finanziato oltre 10mila assunzioni. Rimediare a 20 anni di disastro è terribile. Sta a noi ora risolvere i problemi, all’eredità catastrofica lasciata dalla sinistra, e sul fronte delle assunzioni credo non ci siano paragoni con nessun precedente governo dell’era repubblicana».
Il sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove ha poi osservato, parlando dei 46 suicidi avvenuti nelle carceri italiane nei primi mesi dell’anno: «Credo come sempre ci sia qualcuno, e mi riferisco alla sinistra, che sa sempre cosa fare quando governano gli altri e mai quando governa lei. Sebbene la conta dei suicidi è una conta drammatica, abbiamo semplicemente evidenziato che non è un allarme come era anni fa. Aver aggiornato il piano anti suicidi, saturato le piante organiche degli educatori, sta dando una parziale risposta. Il dato rimane drammatico e ci impone quotidianamente maggiori sforzi. Ma dobbiamo anche raccontare quello che è stato fatto».
Riferendosi al carcere di Brissogne, Andrea Delmastro Delle Vedove ha aggiunto: «La carenza di personale è un problema un po’ di tutti gli istituti di confine ma è pur vero che dobbiamo ricordarci che è arrivato un direttore stabile, cosa che in passato non era accaduto, gli educatori sono stati assunti, così come si era imposto questo Governo».
Carenza di agenti
Un’altra visita alla Casa circondariale di Brissogne era stata compiuta venerdì scorso, 7 agosto, dalla senatrice Elisa Pirro e dalla consigliera regionale Erika Guichardaz. Ad accompagnarle sono state la direttrice dell’istituto penitenziario Velia Nobile Mattei e il comandante Agrippino Renda.
La visita, di natura ispettiva, ha permesso di approfondire numerose criticità legate sia alla popolazione detenuta sia al personale della Polizia Penitenziaria. Durante il sopralluogo, è stato effettuato un controllo congiunto anche in un’area adibita a discarica, la cui rimozione – secondo quanto riferito – è stata assicurata dalla stessa Direzione dell’istituto.
È emersa la necessità di potenziare le attività formative, lavorative e trattamentali rivolte alle persone detenute, affinché il periodo detentivo possa essere effettivamente volto alla rieducazione e al reinserimento sociale. Al contempo, è stata evidenziata la carenza degli agenti di Polizia penitenziaria e del personale amministrativo che impatta pesantemente sull’organizzazione e sulla qualità del lavoro.
Un’ulteriore problematica sollevata durante l’incontro riguarda la mancanza di alloggi adeguati per il personale proveniente da fuori regione. Nell’ambito del programma elettorale, la consigliera Erika Guichardaz ha annunciato che queste tematiche saranno al centro della proposta politica di Valle d’Aosta Aperta, gruppo politico a cui appartengono i 5 Stelle valdostani.
«La senatrice Elisa Pirro e la consigliera Erika Guichardaz – si legge in una nota – ribadiscono il loro impegno fermo e deciso nel rappresentare questa situazione alle sedi parlamentari e agli organi competenti, affinché si possa finalmente restituire dignità e risorse a un comparto fondamentale per la legalità e la sicurezza del nostro territorio».
«Un detenuto suicida?»
In una nota Alleanza Verdi e Sinistra Valle d’Aosta – Rete Civica rileva che «Negli ultimi giorni si sono susseguite visite di esponenti politici nazionali alla Casa circondariale di Brissogne, segno di una rinnovata attenzione sulla struttura e questo è positivo. È passata invece quasi sotto silenzio la notizia del decesso di un giovane detenuto avvenuto nella notte tra venerdì 1° e 2 agosto. Secondo le poche fonti che ne hanno dato notizia, parrebbe trattarsi di suicidio. Nell’ultimo anno si sono registrati altri due decessi in cella, di cui uno per suicidio, oltre a numerosi tentativi sventati. Si moltiplicano inoltre episodi di tensione: il personale di Polizia Penitenziaria denuncia criticità organizzative e difficoltà nella gestione quotidiana; i detenuti protestano; i volontari, che svolgono un ruolo fondamentale, segnalano un crescente disagio tra la popolazione carceraria».
La nota prosegue evidenziando che «In questo contesto, la consigliera regionale Chiara Minelli ha depositato venerdì scorso, 8 agosto, un’interrogazione scritta per chiedere al Governo regionale: se sia a conoscenza di quanto avvenuto nella notte tra l’1 e il 2 agosto e se il decesso sia da attribuirsi a suicidio; quanti siano stati i detenuti deceduti negli ultimi due anni, distinguendo i casi di suicidio, e quanti gli atti anticonservativi sventati; se vi siano difficoltà o criticità incontrate dal volontariato carcerario e da altre associazioni nello svolgimento di attività socio-ricreative; se il Presidente della Regione, che ricopre anche funzioni prefettizie, abbia avuto interlocuzioni con la Direttrice del carcere e quali informazioni abbia ricevuto».
La nota termina sottolineando che «Come forza politica riteniamo indispensabile che le istituzioni regionali si occupino concretamente della Casa circondariale di Brissogne e delle condizioni di chi vive e lavora in quell’ambiente. La popolazione detenuta e le sue esigenze non possono essere ignorate o considerate di minore importanza rispetto a quelle di altri cittadini, in un’ottica riabilitativa e di reinserimento sociale e lavorativo».

