PRÉ-SAINT-DIDIER (fci) Con un’interpellanza, discussa in Consiglio Valle martedì scorso, 14 luglio, il gruppo Fratelli d’Italia ha chiesto chiarimenti sulla frana staccatasi martedì 31 marzo scorso a Palleusieux di Pré-Saint-Didier.
L’evento franoso ha provocato un distacco di circa 300 metri cubi di materiale roccioso, comportando lo sgombero di 5 condomini (Elettra, Noisette, Le Grenadier, Casa Berger e Framboise: nella maggior parte dei casi seconde case, ma 3 nuclei famigliari hanno dovuto cercare una sistemazione alternativa) e l’interdizione dell’area per grave pericolo per la pubblica incolumità.
Nella sua risposta l’assessore regionale alle Opere pubbliche, Davide Sapinet, ha ricordato che «il complesso immobiliare interessato dalla frana è stato progettato alla fine degli anni Settanta e realizzato negli anni Novanta, prima dell’introduzione della classificazione della pericolosità per frana prevista dalla legge regionale 11 del 1998. Il settore della parete rocciosa da cui si è verificato il distacco è oggi classificato a elevata pericolosità – fascia F1 -, con una fascia boscata al piede del versante dove si deposita la maggior parte del materiale detritico e che non è edificabile. L’area urbanizzata più vicina al versante, interessata dal crollo del 31 marzo scorso, ricade invece in fascia di pericolosità media (F2), mentre gran parte dell’abitato di Palleusieux è classificata in fascia di bassa pericolosità (F3). Queste classificazioni non erano in vigore al momento del rilascio dei titoli edilizi degli immobili interessati dal crollo, che risultavano conformi alla normativa dell’epoca. Con l’attuale disciplina urbanistica, influenzata da eventi nazionali e regionali, si applicherebbero invece limitazioni molto più stringenti.»
Inoltre, «le valutazioni geo-idrologiche che hanno portato alla definizione dei vincoli urbanistici sono state effettuate sulla base delle conoscenze disponibili all’epoca, considerando caratteristiche geomorfologiche del territorio e i dissesti storicamente rilevati. Negli ultimi anni, questo approccio è stato messo alla prova dagli effetti dei cambiamenti climatici, che hanno determinato un aumento della frequenza e dell’intensità dei fenomeni di dissesto. Per questo, le vigenti disposizioni in materia prevedono che, nel caso in cui si verifichi un dissesto, a titolo precauzionale l’intera area interessata viene classificata a pericolosità elevata, fino a che non siano state eseguite approfondite valutazioni della nuova situazione che si è venuta a creare. Le zone interessate dal crollo del 31 marzo scorso sono, quindi, da ritenersi classificate ad elevata pericolosità sino al momento in cui non saranno revisionate da parte del Comune le attuali cartografie riguardanti la loro classificazione di pericolosità.»
La sindaca di Pré-Saint-Didier Veronica Pellizzari ha disposto lo sgombero degli edifici interessati e la chiusura delle strade di accesso. La Regione è intervenuta in somma urgenza per mettere in sicurezza una linea elettrica ad alta tensione, intervento interamente finanziato dall’Amministrazione regionale. Il Comune aveva già commissionato uno studio sull’attuale livello di pericolosità del sito che individuava nelle opere paramassi una possibile soluzione.
«Tutto ciò dovrà essere aggiornato alla luce del crollo del 31 marzo, che ha coinvolto un volume di roccia importante. Fino al completamento dei nuovi approfondimenti tecnici non sarà possibile assumere decisioni definitive» ha aggiunto l’assessore Davide Sapinet in Consiglio Valle.
«Nel frattempo – ha concluso l’assessore Sapinet – Regione, Comune e proprietari hanno avviato un confronto per condividere il quadro tecnico e individuare le soluzioni più adeguate. Gli immobili coinvolti sono prevalentemente destinati ad attività turistico- commerciali e a seconde case: eventuali opere di mitigazione del rischio ricadono quindi sui proprietari che vanno sostenuti. A questo proposito, il Comune sta svolgendo con l’appoggio della Regione un approfondimento giuridico per capire come intervenire per supportarli».
Nella sua replica Massimiliano Tuccari di Fratelli d’Italia ha spiegato che «con questa iniziativa abbiamo voluto richiamare l’attenzione sulla situazione dei privati, degli investitori e delle persone che, loro malgrado, sono ancora fuori dalle proprie abitazioni. È importante che non si sentano abbandonati».


