COGNE (mes) E’ sicuramente il giallo dell’estate, e ormai se ne parla ovunque, anche se di sicuro, gli abitanti e i turisti di Cogne avrebbero fatto a meno di questa popolarità. Prosegue, nella settimana che precede il Ferragosto, il mistero dei gatti scomparsi, anche se per fortuna, di episodi del genere negli ultimi giorni non ce ne sono più stati. Dal Municipio di Cogne riferiscono in modo laconico che la questione ora è in mano alla Procura di Aosta che ha aperto formalmente un’inchiesta. I felini scomparsi, da fine giugno a tutto luglio, sarebbero 25, mentre le denunce presentate ai Carabinieri sono 5. Gli episodi si sono verificati quasi tutti a Lillaz e a Sonveulla. Di uno dei gatti scomparsi, è stato ritrovato in un prato di Lillaz il collarino con il gps che è stato sequestrato dai Carabinieri. Però dell’animale nessuna traccia.
L’altra novità degli ultimi giorni, che ovviamente è rimbalzata ovunque, è che del caso si sta occupando pure l’Associazione italiana difesa animali e ambiente che ha dato incarico a un esperto di fornire l’identikit psicologico del presunto responsabile delle sparizioni. Inoltre, – si legge in una nota diffusa dalla stessa associazione – si è deciso di istituire “una ricompensa di 1.000 euro che sarà pagata a chi con la sua denuncia, rilasciata secondo le modalità di legge alle forze dell’ordine che si stanno occupando della vicenda, aiuterà ad individuare e far condannare in via definitiva il responsabile di questi fatti criminosi”.
La settimana scorsa il Comune di Cogne, per evitare allarmismi e indicare la via corretta da seguire, in caso di sparizione del proprio animale domestico, aveva diramato una comunicazione ufficiale sul proprio canale Whatsapp. L’assessore Deborah Bionaz ribadisce che la “questione felini” è in mano alle forze dell’ordine che stanno eseguendo gli opportuni approfondimenti, e che l’Amministrazione comunale segue dall’esterno la vicenda.
La maggior parte delle sparizioni è avvenuta nelle case più vicine al bosco, ai margini dell’abitato. Potrebbe quindi trattarsi di predazioni da parte di qualche animale selvatico, anche se in realtà è più frequente avvistare lupi o volpi nella stagione autunnale, quando di turisti in paese non ce ne sono.
A Verrès sequestrati 45 gatti Intanto, in tutt’altra parte della Valle d’Aosta, a Verrès, un altro caso legato ai gatti. Nei giorni scorsi, il Corpo forestale, i Carabinieri della Compagnia di Châtillon e Saint-Vincent e la Polizia locale hanno disposto il sequestro di 45 gatti che venivano tenuti in un alloggio in condizioni igieniche non adeguate. Gli animali, visitati dai veterinari Usl, sono stati portati al gattile regionale.

