Cronaca

In aula i carabinieri ricostruiscono i retroscena del delitto di La Salle

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AOSTA (zgn) È iniziato mercoledì scorso, 7 maggio, davanti la Corte d’Assise di Aosta, il processo a Sohaib Teima, il ventiduenne di Fermo in carcere con l’accusa di aver ucciso con un’arma da taglio, alla fine del marzo 2024, la sua compagna, Auriane Laisne, di Lione, un anno più grande di lui, nella chiesetta diroccata dell’Equilivaz a La Salle. L’imputato è accusato di omicidio premeditato e di occultamento di cadavere.

Respinta la richiesta di una perizia psichiatrica
In apertura dell’udienza è stata respinta la richiesta di perizia psichiatrica su Sohaib Teima. Secondo i giudici – presidente Giuseppe Colazingari, giudice a latere Marco Tornatore -, non emergono «Evidenze tali» da richiedere un accertamento sullo stato di capacità di intendere e di volere. La richiesta di perizia psichiatrica era stata presentata dalla difesa – avvocati Luca Tommaso Calabrò e Lucia Lupi -, per «Accertare la capacità di intendere e di volere al momento del fatto». Una perizia diversa da quella che era stata disposta in Francia – ha riferito l’avvocato Luca Tommaso Calabrò – dove l’obiettivo era stabilire se Sohaib Teima aveva «Tendenze suicide» e se «Faceva uso psicofarmaci» nell’ambito del processo per maltrattamenti ai danni della stessa Auriane Nathalie Laisne, conclusosi nel novembre 2024 con una condanna a 6 mesi di reclusione.

Alla richiesta si era opposto il pm Manlio D’Ambrosi, secondo cui l’autorità giudiziaria francese aveva sostanzialmente dichiarato che «Il soggetto non è incapace di intendere e di volere». La Corte d’Assise ha invece disposto una perizia per trascrivere una quindicina di intercettazioni telefoniche, tra cui diverse in arabo, e un’altra per estrarre i dati da 2 iPhone di Sohaib Teima, a cui finora non era stato possibile accedere dato che l’imputato ha fornito la sua disponibilità allo sblocco facciale.

In aula erano presenti l’imputato, i genitori della vittima – che sono parte civile, assistiti dall’avvocato Jacques Fosson – e il fratello, parte civile con l’avvocata Giulia Scalise.

La ricostruzione del delitto da parte dei carabinieri
In aula sono poi sfilati il capitano dei carabinieri del Gruppo Aosta Marco Simoncini e i colleghi marescialli Mattia Loddo e Andrea Cuozzo, tutti citati dall’accusa, che hanno ricostruito il delitto. Quest’ultimo è stato commesso tra martedì 26 e mercoledì 27 marzo dello scorso anno. Sohaib Teima e Auriane Laisne erano arrivati in Valle d’Aosta in bus il lunedì 25 marzo attraverso il Traforo del Monte Bianco. Dopo una notte trascorsa a Valgrisenche, erano andati a La Salle.

Quando è stato ritrovato, venerdì 5 aprile dell’anno, il corpo di Auriane Leisne sembrava quello di una persona morta per cause naturali. Era in posizione supina, vestita, con un cappuccio sulla testa, una spalla appoggiata su una pietra. Poi sono emerse le ferite sul palmo della mano sinistra e una da arma da punta all’addome. In obitorio sono stata riscontrate anche le lesioni al collo, quelle che hanno provocato la morte. Domenica 7 aprile, il gruppo cinofilo di Bologna, all’Equilivaz per cercare l’arma del delitto, trovava un pantalone grigio intriso di sangue, con macchie da tamponamento e strofinamento. Era nascosto da sassi.

Nella chiesetta c’era uno zaino, ma nessun documento e nessun telefono, ma alcuni capi di biancheria intima e uno scontrino di un Mc Donald di Lubiana, in Slovenia, oltre a un biglietto di mezzi pubblici austriaci con un profilo Instagram, una bottiglia di yogurt, marshmallow e un sacchetto della spesa. Sin da subito gli investigatori pensarono a una turista. Sohaib Teima era rientrato in Francia, passando però da Torino. Era poi stato arrestato nella zona di Lione mercoledì 10 aprile.

Sohaib Teima – secondo la ricostruzione dei carabinieri scriveva nei suoi appunti che la propria compagna era dedita alla prostituzione e che spacciava stupefacenti. Nascosto all’interno del suo computer, è stato trovato un telefonino che sostengono gli investigatori – sarebbe stato usato senza sim per segnalare al 112 la presenza di cocaina nella valigia di Auriane Laisne alla Polizia di Frontiera dell’aeroporto di Fiumicino, dove la giovane era transitata il primo marzo 2024.

L’obiettivo – per gli inquirenti – era di farla arrestare. Auriane Laisne aveva denunciato il furto di 2 sue utenze e sospettava che qualcuno avesse hackerato il proprio telefono. Sul computer di Sohaib Teima i carabinieri hanno individuato rimandi all’uso di un sistema di monitoraggio di smartphone, usato dalla fine gennaio al febbraio 2024. Ma anche un programma per poter mascherare il proprio indirizzo ip, una prescrizione di Xanax modificata in modo da poter ottenere nuovamente il farmaco, accessi all’account di posta elettronica di Auriane Laisne, ricerche su come fingere telefonate da un’altra utenza, la copia integrale della memoria di uno smartphone simile a quello della ragazza.

In una scheda di memoria micro-sd sono stati inoltre trovati video a sfondo sessuale della coppia. Su un biglietto recuperato accanto al cadavere c’era scritto l’indirizzo Instagram di un ragazzo cileno, che è poi risultato del tutto estraneo al delitto. Dalla analisi sui dispositivi informatici inoltre è emerso che in una chat in lingua inglese rinvenuta sul computer di Sohaib Teima già nel 2022, pertanto 2 anni prima di essere uccisa, Auriane Laisne si lamentava del suo «Comportamento violento», contestandogli «La possibilità che sarebbe stato in grado di ammazzarla».

La difesa: «Si tratta di un processo indiziario»
L’avvocata Lucia Lupi, che assiste l’imputato con il collega Luca Tommaso Calabrò, parla di «Processo indiziario» e riferisce che Sohaib Teima continua a professarsi innocente. L’imputato ha rilasciato in aula spontanee dichiarazioni in merito ai codici che aveva fornito per lo sblocco dei suoi iPhone – sostenendo che «Per me i codici sono corretti» -, ipotizzando che potrebbe essere necessario invertire qualche cifra per ottenere quelli esatti.

Il prossimo mercoledì 21 maggio è in calendario il conferimento dell’incarico ai periti che dovranno trascrivere una serie di intercettazioni telefoniche ed estrarre i dati dai 2 iPhone bloccati di Sohaib Teima e anche dallo smartphone con sistema Android trovato all’interno del suo computer. Sono state fissate anche altre udienze: mercoledì 27 maggio, mercoledì 18 giugno, mercoledì 23 luglio, martedì 16 e mercoledì 17 settembre.