Cronaca

Inviati dalla Procura regionale della Corte dei Conti inviti a dedurre a medici e dirigenti sanitari

Passivo nella contabilità dell’intramoenia. Contestato un danno erariale all’Usl

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AOSTA (zgn) Una nuova tempesta perfetta scatenata da un’inchiesta della Procura della Corte dei Conti si abbatte sulla sanità valdostana. Dopo i 23 inviti a dedurre a manager e dirigenti medici dell’Usl della Valle d’Aosta per la nomina, nel 2010, del primario di Chirurgia vascolare Flavio Peinetti – nel mirino della magistratura contabile è finita una dichiarazione relativa al possesso di un attestato di formazione manageriale che non avrebbe però ottenuto -, giovedì scorso, 6 novembre, ne sono stati notificati altri 25 dalla Guardia di Finanza di Aosta. In questo caso a medici e dirigenti sanitari il procuratore regionale Quirino Lorelli contesta il mancato adeguamento delle tariffe per l’Attività libero professionale intramuraria (Alpi), la cosiddetta “intramoenia”.

Secondo le Fiamme Gialle e la Procura contabile si è determinato un disavanzo nella apposita contabilità separata di 1 milione 413mila euro (498.226 euro nel 2019, 882.558 euro nel 2020, 32.414 euro nel 2021), benché vi fosse un obbligo legislativo che lo vietava.

A riceverli sono stati, tra gli altri, l’attuale direttore generale dell’Usl Massimo Uberti, l’ex assessore regionale alla Sanità Roberto Barmasse, nella qualità di componente del nucleo di monitoraggio Alpi per il 2019 e 2020, l’ex direttore amministrativo dell’Usl Marco Ottonello, l’ex consigliere regionale Flavio Peinetti nella qualità di componente del nucleo di monitoraggio Alpi per gli anni 2019, 2020, 2021 nonché l’ex commissario e direttore generale dell’Usl Angelo Pescarmona.

In base alle indagini, a fronte dell’obbligo giuridico di tenere una contabilità Alpi separata in equilibrio, in cui i costi non fossero mai superiori ai ricavi, il management dell’Usl (Direttore generale e Direttore amministrativo), ha approvato e riversato, sul bilancio aziendale prima e su quello regionale poi, una contabilità nella quale le tariffe Alpi sono rimaste per diversi anni ferme e non adeguate all’andamento incrementale dei costi delle prestazioni.

Un mancato adeguamento che – secondo gli inquirenti – è stato avallato dal comportamento inerte del collegio sindacale dell’Usl, del direttore della struttura complessa aziendale “Programmazione, Bilancio e controllo di gestione”.

Allo stesso modo avrebbero omesso e trascurato i propri doveri di impulso e controllo riguardo alle revisione delle tariffe i componenti dell’apposito nucleo di monitoraggio dell’Usl, previsto dal regolamento Alpi approvato dall’azienda.

Un’altra area di approfondimento riguarda le autorizzazioni: la Procura contabile esamina delibere, permessi e eventuali limitazioni per accertare che l’attività privata sia stata svolta con titolo valido. Viene poi verificato il rispetto dei tetti di attività, perché la legge impone un equilibrio tra attività istituzionale e privata, e eventuali superamenti possono essere considerati distorsivi dell’intero sistema.

Il presunto danno erariale è ripartito a seconda degli incarichi – 40 per cento per direttore generali e commissari, 15 per cento ciascuno per direttori amministrativi, dirigente della struttura complessa “Programmazione, Bilancio e controllo di gestione”, componenti del collegio sindacale, componenti del nucleo interno di vigilanza – e della durata. Le 25 persone coinvolte hanno 45 giorni per depositare le proprie deduzioni ed eventuali documenti che riterranno di far valere a propria difesa.