AOSTA (gre) Non c’è pace per il Quartiere Cogne di Aosta, di nuovo nell’occhio del ciclone dopo gli ultimi fatti di cronaca: un residente è stato arrestato dopo una serie di danneggiamenti e violente aggressioni anche nei confronti di donne e anziani. Gli abitanti, visti i ripetuti episodi, erano esasperati perché nessuno interveniva nonostante le ripetute denunce fatte nei confronti dell’uomo, e perciò avevano addirittura paura ad uscire di casa. Un caso isolato oppure al Quartiere Cogne esiste un problema di sicurezza?
«E’ una situazione veramente preoccupante – riferisce una signora che vuole restare anonima – perché specialmente la sera non sai cosa ti può succedere. Questa non è vita, tra furti, vandali, droga e minacce. Io se devo uscire mi faccio accompagnare sempre da mio marito». Un’opinione condivisa da un pensionato: «Qui va sempre peggio, a volte mi chiedo a cosa serva rimettere a nuovo il Quartiere Cogne quando poi mancano educazione e rispetto che sono alla base di una convivenza civile». Ma è veramente così pesante l’atmosfera al Quartiere Cogne?
«Sì, la situazione è alquanto problematica. – sostiene Rosalia Ventrini, presidente del l’Associazione Quartiere Cogne – Per il caso dell’uomo autore di aggressioni e danneggiamenti successivamente arrestato, avevamo inviato tramite Posta elettronica certificata numerosi solleciti ai Servizi sociali ma purtroppo non abbiamo mai ricevuto nessuna risposta né tanto meno un intervento. Quindi qui c’è stato un totale disinteresse da parte delle Politiche sociali. Le Forze dell’Ordine hanno operato in seguito ad un episodio di violenza nei confronti di un poliziotto. Quando noi mandiamo segnalazioni come quella per questo episodio, lo facciamo perché siamo allertati dai residenti che si sentono in pericolo». Inoltre, secondo Rosalia Ventrini cresce il clima di sfiducia dei residenti nei confronti delle istituzioni: «La gente che si sente minacciata non chiama più Polizia o Carabinieri, perché si chiede a cosa serve se poi non vengono messi in campo provvedimenti concreti».
Quale potrebbe essere la soluzione? «Chiediamo alle autorità preposte – risponde Rosalia Ventrini – di aumentare i controlli notturni perché i problemi si manifestano dalle 22 in poi. Nel fine settimana, purtroppo, è anche peggio con schiamazzi e atti di vandalismo, come testimoniano le bottiglie rotte in ogni angolo». Il disagio sociale riaffiora periodicamente, nonostante, appunto, la radicale riqualificazione dell’intero quartiere. «Questa nuova esplosione di microcriminalità avviene molto spesso solo nelle zone prive di telecamere di sorveglianza, – osserva Rosalia Ventrini – pertanto dovrebbero essere aumentate perché sono un efficace deterrente contro gli atti delinquenziali».
Pure Luca Ferrari, presidente del Comitato “Una casa per Tutti”, evidenzia l’esigenza di aumentare il numero di telecamere nel Quartiere Cogne «Posizionandole anche nei pressi nelle case Giacchetti, Stura e Filippini, zone che ne sono prive dove spesso si verificano episodi di microcriminalità, in modo che anche quegli inquilini che pagano 700-800 euro di affitto e spese condominiali si possano sentire tranquilli. Al Quartiere Cogne bisogna ricordare che vivono anche tantissime brave persone, pertanto è giusto che si sentano tutelate. Oltre a questo, una migliore illuminazione sarebbe estremamente utile, perché molte aree sono al buio».
