La Biblioteca regionale Bruno Salvadori di Aosta, in collaborazione con AIACE Valle d’Aosta, organizza la quarta edizione di BiblioRencontres – Cineforum, che si terrà da ottobre ad aprile, a esclusione del mese di dicembre, un sabato al mese alle 16 nella sua sala conferenze di via Torre del Lebbroso. La rassegna avrà inizio sabato 25 ottobre con la proiezione del primo film in programma.
«Il filo rosso di quest’anno è l’incomunicabilità, una questione che ci sembra tra le più urgenti del nostro tempo. Attraverso il cinema vogliamo aprire uno spazio di confronto con il pubblico, in cui il dialogo non si esaurisca sullo schermo, ma continui a vivere nella sala e oltre, come esperienza condivisa e stimolo alla crescita collettiva» dice il curatore della rassegna, Gianluca Gallizioli. Il tema verrà esplorato nelle sue diverse sfaccettature: dal rapporto con se stessi e con le proprie aspirazioni fino alle barriere sociali, culturali ed etniche che ostacolano il dialogo tra individui e comunità.
I 6 film selezionati provengono da Asia, America ed Europa, a testimonianza di come l’incomunicabilità sia una condizione trasversale, che attraversa contesti, culture e sensibilità differenti: 3 dei titoli in programma saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano. Ogni proiezione sarà accompagnata da una presentazione introduttiva e seguita da un momento di dibattito, per condividere impressioni e stimolare un confronto diretto tra la sala e lo schermo. Gli eventi sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti.
Ad aprire la rassegna sarà il film “L’innocenza” e che del regista giapponese Hirokazu Kore-eda (Giappone, 2023 – 127 min.), che verrà proposto in lingua originale con sottotitoli in italiano e che racconta la vicenda di Minato, un bambino il cui comportamento improvvisamente inquietante viene osservato da prospettive diverse: quella della madre, di un insegnante accusato e dei compagni di scuola. Ogni punto di vista ribalta le certezze, componendo un mosaico in cui colpa e innocenza si confondono.
Il calendario delle proiezioni
Sabato 25 Ottobre: L’innocenza (Monster) di Hirokazu Kore-eda (Giappone, 2023 – 127 min.) v.o. con sottotitoli in italiano
Kore-eda racconta la vicenda di Minato, un bambino il cui comportamento improvvisamente inquietante viene osservato da prospettive diverse: quella della madre, di un insegnante accusato e dei compagni di scuola. Ogni punto di vista ribalta le certezze, componendo un mosaico in cui colpa e innocenza si confondono.
Sabato 15 novembre: Lost in Translation di Sofia Coppola (USA, 2003 – 102 min.)
Ambientato nella Tokyo frenetica dei primi Duemila, Lost in Translation racconta l’incontro tra Bob, attore americano in crisi, e Charlotte, giovane donna spaesata al seguito del marito. Nel disorientamento culturale e personale trovano un’imprevista complicità, fatta di silenzi e piccoli gesti. Sofia Coppola trasforma questa parentesi effimera in un racconto universale di solitudine e connessione, intimo e sospeso tra fragilità e desiderio.
Sabato 24 gennaio: Forza maggiore di Ruben Östlund (Svezia, 2013 – 120 min.)
Durante una vacanza sulle Alpi, una valanga sfiorata mette in crisi una famiglia svedese: nel momento di pericolo, il padre fugge istintivamente invece di proteggere moglie e figli. Questo gesto inatteso incrina l’equilibrio familiare e scatena un confronto fatto di silenzi, rancori e accuse. L’episodio della valanga diventa così la scintilla che fa emergere paure taciute, ruoli messi in discussione e fratture sottili nella vita familiare. Un gesto istintivo si trasforma in specchio delle fragilità umane, ricordando come basti un attimo per incrinare certezze profonde e ridefinire i legami più intimi.
Sabato 14 febbraio: La persona peggiore del mondo di Joachim Trier (Norvegia, 2021 – 128 min.)
Julie attraversa i trent’anni senza una direzione precisa: cambia studi, lavori, amori e sogni, sempre in bilico tra possibilità e paura di sbagliare. Dodici capitoli scandiscono il suo percorso, fatto di incontri e separazioni, di slanci vitali e incertezze dolorose. Ne emerge il ritratto generazionale di una donna che cerca se stessa in un tempo fluido, dove scegliere significa inevitabilmente rinunciare
Sabato 14 marzo: As bestas di Rodrigo Sorogoyen (Spagna, 2022 – 137 min.) v.o. con sottotitoli in italiano
Una coppia francese si trasferisce in Galizia per inseguire un sogno di vita agreste, ma l’incontro con i vicini si trasforma presto in un terreno di diffidenza e ostilità. Ciò che appare come un semplice attrito quotidiano degenera in un conflitto crescente, fatto di silenzi, rancori e violenza latente. Un dramma teso e avvolgente che esplora le radici profonde dell’incomunicabilità.
Sabato 11 aprile : Il male non esiste di Ryūsuke Hamaguchi (Giappone, 2023 – 106 min.) v.o. con sottotitoli in italiano
La quiete di un piccolo villaggio tra le montagne viene scossa dal progetto di costruire un glamping turistico, che minaccia di alterare l’equilibrio naturale e sociale della comunità. Attraverso lo sguardo di Takumi, uomo semplice legato alla foresta e alla figlia, il film riflette sul fragile rapporto tra uomo e ambiente, tra interessi economici e vita quotidiana. Con il suo ritmo contemplativo, Hamaguchi trasforma un conflitto locale in una meditazione universale sul nostro legame con la natura e sull’impossibilità di controllarne le forze misteriose.
«Il filo rosso di quest’anno è l’incomunicabilità, una questione che ci sembra tra le più urgenti del nostro tempo. Attraverso il cinema vogliamo aprire uno spazio di confronto con il pubblico, in cui il dialogo non si esaurisca sullo schermo, ma continui a vivere nella sala e oltre, come esperienza condivisa e stimolo alla crescita collettiva» dice il curatore della rassegna, Gianluca Gallizioli. Il tema verrà esplorato nelle sue diverse sfaccettature: dal rapporto con se stessi e con le proprie aspirazioni fino alle barriere sociali, culturali ed etniche che ostacolano il dialogo tra individui e comunità.
I 6 film selezionati provengono da Asia, America ed Europa, a testimonianza di come l’incomunicabilità sia una condizione trasversale, che attraversa contesti, culture e sensibilità differenti: 3 dei titoli in programma saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano. Ogni proiezione sarà accompagnata da una presentazione introduttiva e seguita da un momento di dibattito, per condividere impressioni e stimolare un confronto diretto tra la sala e lo schermo. Gli eventi sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti.
Ad aprire la rassegna sarà il film “L’innocenza” e che del regista giapponese Hirokazu Kore-eda (Giappone, 2023 – 127 min.), che verrà proposto in lingua originale con sottotitoli in italiano e che racconta la vicenda di Minato, un bambino il cui comportamento improvvisamente inquietante viene osservato da prospettive diverse: quella della madre, di un insegnante accusato e dei compagni di scuola. Ogni punto di vista ribalta le certezze, componendo un mosaico in cui colpa e innocenza si confondono.
Il calendario delle proiezioni
Sabato 25 Ottobre: L’innocenza (Monster) di Hirokazu Kore-eda (Giappone, 2023 – 127 min.) v.o. con sottotitoli in italiano
Kore-eda racconta la vicenda di Minato, un bambino il cui comportamento improvvisamente inquietante viene osservato da prospettive diverse: quella della madre, di un insegnante accusato e dei compagni di scuola. Ogni punto di vista ribalta le certezze, componendo un mosaico in cui colpa e innocenza si confondono.
Sabato 15 novembre: Lost in Translation di Sofia Coppola (USA, 2003 – 102 min.)
Ambientato nella Tokyo frenetica dei primi Duemila, Lost in Translation racconta l’incontro tra Bob, attore americano in crisi, e Charlotte, giovane donna spaesata al seguito del marito. Nel disorientamento culturale e personale trovano un’imprevista complicità, fatta di silenzi e piccoli gesti. Sofia Coppola trasforma questa parentesi effimera in un racconto universale di solitudine e connessione, intimo e sospeso tra fragilità e desiderio.
Sabato 24 gennaio: Forza maggiore di Ruben Östlund (Svezia, 2013 – 120 min.)
Durante una vacanza sulle Alpi, una valanga sfiorata mette in crisi una famiglia svedese: nel momento di pericolo, il padre fugge istintivamente invece di proteggere moglie e figli. Questo gesto inatteso incrina l’equilibrio familiare e scatena un confronto fatto di silenzi, rancori e accuse. L’episodio della valanga diventa così la scintilla che fa emergere paure taciute, ruoli messi in discussione e fratture sottili nella vita familiare. Un gesto istintivo si trasforma in specchio delle fragilità umane, ricordando come basti un attimo per incrinare certezze profonde e ridefinire i legami più intimi.
Sabato 14 febbraio: La persona peggiore del mondo di Joachim Trier (Norvegia, 2021 – 128 min.)
Julie attraversa i trent’anni senza una direzione precisa: cambia studi, lavori, amori e sogni, sempre in bilico tra possibilità e paura di sbagliare. Dodici capitoli scandiscono il suo percorso, fatto di incontri e separazioni, di slanci vitali e incertezze dolorose. Ne emerge il ritratto generazionale di una donna che cerca se stessa in un tempo fluido, dove scegliere significa inevitabilmente rinunciare
Sabato 14 marzo: As bestas di Rodrigo Sorogoyen (Spagna, 2022 – 137 min.) v.o. con sottotitoli in italiano
Una coppia francese si trasferisce in Galizia per inseguire un sogno di vita agreste, ma l’incontro con i vicini si trasforma presto in un terreno di diffidenza e ostilità. Ciò che appare come un semplice attrito quotidiano degenera in un conflitto crescente, fatto di silenzi, rancori e violenza latente. Un dramma teso e avvolgente che esplora le radici profonde dell’incomunicabilità.
Sabato 11 aprile : Il male non esiste di Ryūsuke Hamaguchi (Giappone, 2023 – 106 min.) v.o. con sottotitoli in italiano
La quiete di un piccolo villaggio tra le montagne viene scossa dal progetto di costruire un glamping turistico, che minaccia di alterare l’equilibrio naturale e sociale della comunità. Attraverso lo sguardo di Takumi, uomo semplice legato alla foresta e alla figlia, il film riflette sul fragile rapporto tra uomo e ambiente, tra interessi economici e vita quotidiana. Con il suo ritmo contemplativo, Hamaguchi trasforma un conflitto locale in una meditazione universale sul nostro legame con la natura e sull’impossibilità di controllarne le forze misteriose.


