AOSTA (zgn) Ieri, venerdì 25 settembre, la Sala Maria Ida Viglino di Palazzo regionale ad Aosta, ha accolto ConneXions, l’evento conclusivo alla presenza della coordinatrice del Dipartimento Soprintendenza per i beni e le attività culturali Laura Montani dedicato alla restituzione pubblica del percorso partecipato che ha portato alla definizione di una proposta di linee strategiche per le politiche culturali della Valle d’Aosta per il periodo 2027-2036.
La Regione autonoma Valle d’Aosta ha avviato nel 2025 un percorso finalizzato a costruire una visione aggiornata delle politiche culturali regionali, capace di interpretare i cambiamenti della società contemporanea e di rispondere alle esigenze delle comunità valdostane nel prossimo decennio.
L’obiettivo è quello di riconoscere alla cultura un ruolo sempre più centrale, non solo nella tutela del patrimonio, ma anche nella promozione della partecipazione, della coesione sociale, dello sviluppo territoriale e della qualità della vita. Per costruire questa visione, la Regione ha scelto di partire dall’ascolto del territorio.
Nell’autunno del 2025 ha preso avvio il percorso partecipativo Cantiere Cultura, accompagnato dalla cooperativa Pares di Milano, articolato in incontri territoriali che hanno coinvolto istituzioni, enti locali, associazioni, operatori culturali, professionisti, volontari, cittadini e stakeholder, affiancati dall’utilizzo della piattaforma regionale per la partecipazione VdA Partecipa, all’interno della quale Cantiere Cultura ha rappresentato il primo processo attivato.
Dal confronto con il territorio è emersa l’immagine di una Valle d’Aosta culturalmente dinamica e ricca di competenze, patrimoni ed esperienze, ma anche la consapevolezza di alcune criticità condivise. Il percorso ha consentito di raccogliere idee, proposte e punti di vista differenti, offrendo una fotografia articolata del sistema culturale valdostano e delle sue prospettive di sviluppo.
Tra i temi emersi con maggiore forza vi sono la necessità di rafforzare il coordinamento tra i diversi soggetti del settore, superare la frammentazione delle iniziative e favorire una programmazione più stabile e strategica. È stata inoltre condivisa l’esigenza di considerare il patrimonio culturale come un sistema vivo e in continua evoluzione, composto non solo da beni monumentali, ma anche da paesaggi, lingue, tradizioni, saperi e comunità.
Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra tradizione e innovazione. Dai contributi raccolti è emersa la volontà di continuare a tutelare e trasmettere l’identità culturale valdostana, valorizzandone il patrimonio materiale e immateriale, la pluralità linguistica e la dimensione alpina, affiancando a questi elementi la necessità di rinnovare linguaggi, strumenti e modalità di coinvolgimento dei pubblici, con particolare attenzione alle giovani generazioni.
Forte è stata anche la richiesta di sviluppare reti di collaborazione e progettualità condivise, capaci di mettere a sistema le molte energie presenti sul territorio.
Da questo lavoro di ascolto, analisi e sintesi sono scaturite dieci linee strategiche, organizzate attorno a quattro grandi ambiti di intervento: innovazione e conoscenza del sistema culturale; sviluppo integrato e sostenibilità; accessibilità, partecipazione e inclusione; governance e programmazione.
Tali indirizzi sono stati raccolti in un manifesto conclusivo che pone la comunità al centro delle future politiche culturali regionali.
Il documento completo, che costituisce l’esito del percorso partecipato, è ora all’esame della parte politica e sarà successivamente sottoposto all’approvazione della Giunta regionale. Solo a seguito di questo passaggio prenderà formalmente avvio il nuovo ciclo di programmazione culturale della Valle d’Aosta, che troverà attuazione attraverso specifici programmi e azioni operative.
Più che un punto di arrivo, ConneXions rappresenta dunque l’avvio di un nuovo metodo di elaborazione delle politiche culturali regionali, fondato sul dialogo con il territorio, sul confronto continuo tra istituzioni e comunità e sulla convinzione che la cultura possa costituire una leva strategica per rafforzare la coesione sociale, valorizzare le identità locali e accompagnare lo sviluppo della Valle d’Aosta nei prossimi anni.
L’incontro, moderato dall’antropologa e critica cinematografica Nora Demarchi, si è concluso con una performance ideata da Enrico Montrosset, nella quale la danzatrice Francesca Cinalli, in collaborazione con l’Unione Valdostana Guide di Alta Montagna, ha offerto attraverso il linguaggio dell’arte una restituzione simbolica della natura partecipativa che ha caratterizzato l’intero percorso di Cantiere Cultura.

