L’allestimento nel complesso parrocchiale dell’Assunzione di Maria Vergine ad Usseglio e la posa di una delle stele per la mostra

Dal Forte di Bard a Usseglio: nuova mostra con le stele di Donato Savin

Data pubblicazione 8 Luglio 2026
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AOSTA (mm4) Hanno viaggiato da un luogo magico ad un altro. Dallo svettante Forte Bard sono arrivate in un posto di grande bellezza e suggestione come il cortile dell’antico complesso parrocchiale dell’Assunzione di Maria Vergine ad Usseglio. Sono le stele di Donato Savin che oggi, sabato 4 luglio, vengono ammirate dagli invitati all’inaugurazione, alle 16, e da domani - domenica 5 - sino a domenica 13 settembre trascorreranno l’estate in un contesto veramente spettacolare.

La mostra “Stele”, ideata per il Trento FilmFestival nel 2019, è diventata l’elemento portante della valorizzazione del lavoro dello scultore di Cogne. Dopo Trento, nello stesso 2019 è seguita la presentazione al Museo Civico di Belluno, quindi nel 2022 a Zakopane in Polonia nelle sedi del Museo dei Tatra, nel 2023 a Brasov in Romania per l’Alpin Film Festival, nel 2024 a Sondrio nel Museo Valtellinese e quindi nel 2025 a Bard. Gli allestimenti sono tutti incentrati sulla collocazione all’aperto delle opere perché in questo modo le stele di Donato Savin ritrovano il loro contesto scenico naturale.

Da oggi, sabato 4, gli Dèi di Savin si protendono verso un nuovo cielo, quello di Usseglio, protetti dalla cinta muraria di pietra che racchiude il complesso storico che ospita anche il Museo Civico Alpino. Ma non solo, visto che una parte di essi, personaggi immaginari che solcano i bianchi pendii delle valli e lasciano il segno del loro passaggio su di una montagna di sogni e leggende, i “Cavalieri delle nevi” sale fino a Lemie, nel Museo Diffuso della Valle di Viù, sempre da domani, domenica 5, inaugurazione alle 10, con aperture nei fine settimana di luglio ed agosto.

Il legame infantile di Donato Savin con il suo “mondo di pietra” - mucche, pecore, uccelli e animali selvatici - è sicuramente frutto del rapporto privilegiato con la natura, il villaggio di Epinel dove abita, il contesto del Parco del Gran Paradiso e il lavoro di guardia forestale. Poi sono arrivate le Stele - Dèi di pietra - elemento portante delle sue principali scelte artistiche, che lo hanno fatto conoscere ed apprezzare al grande pubblico.

Classe 1959, Donato Savin dal 1987 partecipa alla Fiera di Sant’Orso e nel 2017 ha coronato un percorso di crescita personale ed artistica con la mostra al Museo Nazionale della Montagna di Torino. Le sue sculture sono oggi collocate permanentemente in Italia e all’estero, in collezioni pubbliche e private, comprese le 2 grandi che svettano nei pressi della stazione intermedia della funivia Skyway al Pavillon, in uno luogo denominato “Santuario del Monte Bianco”, con lo sfondo del versante italiano del massiccio alpino.

Un ruolo molto importante nella recente valorizzazione del lavoro di Donato Savin spetta ad Aldo Audisio, già direttore del Museo Nazionale della Montagna e curatore della doppia mostra di Usseglio e Lemie: «Mi sono occupato di centinaia di esposizioni temporanee con più di 700 allestimenti in 50 anni di attività. Le “Stele” di Savin sono uno dei progetti che mi ha coinvolto negli ultimi 7. Tutti, prima di visitare la mostra sono increduli e si attendono la “solita” mostra del “solito” scultore, poi, trovandosi di fronte agli Dèi di pietra che si protendono verso l’alto restano affascinati. La recente presentazione al Forte di Bard, tutta all’aperto, che ha accompagnato esattamente per 365 giorni i visitatori lungo la strada che conduce alla sommità del complesso, ha affascinato migliaia di persone e non avrei mai immaginato di diventare parte della valorizzazione di un artigiano contemporaneo della Valle d’Aosta che, progressivamente, è diventato un vero artista».

«Quest’anno lo spazio culturale - dicono Alberto Tazzetti ed Emanuela Lavezzo, rispettivamente presidente e direttrice del Museo Civico Alpino di Usseglio - di un paese incuneato al fondo di una vallata, tra il bianco dei nevai e dei ghiacciai e il verde dei boschi e dei prati, ha scelto di offrire le opere di Donato Savin, che ribadiscono il messaggio di una montagna che insegna, che ricorda il senso del limite. Si impara la fatica, il silenzio, la solitudine, ma anche l'amicizia, la solidarietà. Si impara a godere di gioie semplici, come per esempio osservare il muschio sopra un sasso, e le gioie più semplici sono le più difficili da descrivere.»

Il Museo Civico Alpino di Usseglio, dedicato alla memoria dell’imprenditore torinese Arnaldo Tazzetti, si trova nell’alta Valle di Viù, a 1.260 metri e circa 60 km da Torino ed ha sede nel suggestivo contesto storico-architettonico dell’antico complesso parrocchiale di origine romanica, preziosa testimonianza di architettura montana, restaurato a partire dal 1998. Protetto da una bassa cinta muraria di pietra, ospita diversi edifici disposti attorno a una corte: l’ex municipio, l’antica chiesa dell’Assunta con il suo campanile e la casa parrocchiale, il portico d’ingresso che accoglieva il mercato e la cappella della Confraternita del Santissimo Nome di Gesù.

  • L’allestimento nel complesso parrocchiale dell’Assunzione di Maria Vergine ad Usseglio
    L’allestimento nel complesso parrocchiale dell’Assunzione di Maria Vergine ad Usseglio
  • e la posa di una delle stele per la mostra
    e la posa di una delle stele per la mostra