Cultura e spettacolo

Si sono svolte sabato 11 e domenica 12 ottobre in luoghi poco conosciuti o solitamente non aperti al pubblico

Giornate FAI d’Autunno: oltre 800 partecipanti alle visite per scoprire i tesori di Aosta e Verrayes

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AOSTA (zgn) Due giornate di cultura, memoria e condivisione che invitano i valdostani a farsi “ambasciatori” delle ricchezze del proprio territorio. Si sono concluse con successo le Giornate FAI di Autunno, svoltesi ad Aosta e a Verrayes sabato 11 e domenica 12 ottobre, a cura della Delegazione FAI Valle d’Aosta, in collaborazione con il gruppo FAI Giovani e il gruppo FAI Ponte tra Culture.

A Verrayes i partecipanti hanno potuto visitare la chiesa parrocchiale di San Martino e Santa Barbara, con una stratificazione di oltre sette secoli di fede, storia e vita religiosa, e il suo meraviglioso organo. Poi si sono recati nello spazio espositivo dell’Associazione culturale Pierre-Louis Vescoz, che raccoglie documenti, strumenti e pannelli multimediali sull’opera dell’abate Vescoz e conserva i celebri plastici da lui realizzati. Particolarmente apprezzata la visita alla cappella di San Michele a Marseiller, dove restauri recenti hanno riportato alla luce scene bibliche e devozionali di straordinaria intensità.

Ad Aosta, il percorso prevedeva la visita al cortile e al giardino di Palazzo Roncas, dove i visitatori hanno ammirato le volte dell’atrio, dello scalone e del loggiato decorate con affreschi di scuola italiana, raffiguranti scene mitologiche, naturalistiche e segni dello zodiaco, di gusto manieristico, anche queste recentemente restaurate. Successivamente, in piazza Roncas, il pubblico ha potuto conoscere la rete dei “rus” che attraversano la città per rispondere alle esigenze di approvvigionamento idrico e potabile. I partecipanti hanno poi scoperto gli orti comunali, poco conosciuti anche agli stessi aostani, fino a giungere alla Tour Neuve e concludere il percorso con la visita all’Università della Valle d’Aosta.

Particolare soddisfazione è stata espressa dal capo delegazione FAI Valle d’Aosta, Alessandra Fulginiti: «Questi due giorni intensi hanno consentito a oltre ottocento persone, valdostane e non, di fruire di beni spesso non aperti al pubblico o poco noti, e le parole di apprezzamento espresse dai più ci hanno ampiamente ripagato per gli sforzi organizzativi messi in campo per l’organizzazione degli eventi». Al termine di queste giornate così dense di scoperte e incontri, la Delegazione FAI Valle d’Aosta desidera esprimere la propria profonda gratitudine alla Soprintendenza della Regione Autonoma Valle d’Aosta, per la collaborazione attenta e preziosa che ha reso possibile l’apertura di luoghi di straordinario valore, e alla rettrice dell’Università della Valle d’Aosta, professoressa Manuela Ceretta, per la calorosa accoglienza riservata ai visitatori negli spazi universitari nella mattinata di sabato.

«Un grazie sincero va a tutti i volontari, che con passione, entusiasmo e dedizione hanno garantito il regolare svolgimento delle visite in piena sicurezza, – dichiara Alessandra Fulginiti – diventando il cuore pulsante di questa esperienza. E un ringraziamento speciale è rivolto a coloro che hanno accompagnato i gruppi lungo i percorsi, guidando i visitatori con competenza e raccontando storie, curiosità e dettagli spesso inediti. Tra questi, Renato Faval e Paolo Maccari, che con la loro passione e la loro conoscenza hanno saputo intrecciare la grande Storia con le piccole storie dei luoghi e delle persone, trasformando ogni tappa in un racconto vivo e coinvolgente, capace di restare nel cuore di chi ha partecipato». Giornate come queste ci ricordano quanto sia importante riscoprire e condividere la bellezza e la profondità del nostro patrimonio: un invito rivolto a tutti i valdostani a farsi “ambasciatori” delle ricchezze culturali della nostra regione, custodendole, raccontandole e tramandandole con orgoglio e passione, perché continuino a vivere nel tempo e a raccontarsi alle generazioni future.