AOSTA (btb) «Ci spiace di non avere potuto accontentare tutte le richieste, ma faremo di tutto per organizzare nuovamente le visite negli stessi luoghi.» E’ rammaricata Alessandra Fulginiti, delegato Fai della Valle d’Aosta, e allo stesso tempo felice dell’inatteso successo che sabato e domenica scorsi le Giornate di Primavera hanno riscosso soprattutto nel capoluogo regionale, dove la proposta di aprire 2 luoghi, altrimenti impossibili da vedere, ha richiamato oltre 600 persone. Una grande soddisfazione e la dimostrazione che offrire delle “chicche” culturali comporta un richiamo notevole. Se al borgo di Donnas l’affluenza ha superato i 200 visitatori, è stato ad Aosta il vero evento clou, con soprattutto tantissimi valdostani che non hanno voluto perdere l’occasione di ammirare la Porta Pretoria dall’alto, cioè dai livelli superiori del Ristorante Ianua, e soprattutto la vera perla offerta al Fai dalla proprietaria Anna Montrosset di entrare in una delle sale al primo piano del Palazzo dei Baroni di Nus, più comunemente chiamato Palazzo Ansermin. Per decenni occupata dal Coro Penne Nere, la vasta stanza voltata conservava – coperti dalla calce e da varie mani di pittura azzurra – un enorme affresco, già documentato fotograficamente negli anni Cinquanta e poi nascosto alla vista. Ora, dopo un impegnativo restauro ed opportunamente valorizzato da un’illuminazione ricercata, il soffitto dipinto alla fine del Seicento è tornato a regalare emozioni a chi lo guarda. Così è stato per i tanti che, salito lo scalone monumentale del Palazzo, sono entrati nella porta del salone dove i colori e le figure mitologiche li hanno accolti, sorprendendo e meravigliando.
«A nome della delegazione FAI di Aosta – dice Alessandra Fulginiti – desidero esprimere un sentito ringraziamento a tutti coloro che, con il loro impegno e la loro dedizione, hanno reso possibile l’organizzazione delle Giornate di Primavera. Grazie alla collaborazione di volontari, ciceroni, istituzioni, proprietari dei beni e visitatori, siamo riusciti ancora una volta ad offrire un’esperienza di scoperta e di conoscenza del nostro territorio, valorizzando luoghi inediti e di grande fascino. Oltre alla bellezza dei siti visitati, queste giornate hanno rappresentato un’importante occasione per sensibilizzare la comunità sulla tutela del patrimonio culturale, artistico e naturale della Valle d’Aosta. Un patrimonio che non solo è motivo di orgoglio per chi vive in questa regione, ma costituisce anche un forte richiamo per i tanti turisti che la scelgono come meta. Ribadiamo l’importanza del contributo che ciascun cittadino può offrire, anche nelle piccole azioni quotidiane, alla promozione e alla conservazione della nostra ricchezza culturale. La conoscenza diretta dei beni è il primo passo per proteggerli e valorizzarli, innescando un meccanismo virtuoso di consapevolezza e partecipazione. Grazie ancora a tutti coloro che hanno condiviso con noi questo impegno e questa passione.


