AOSTA (mye) Il Bollettino della Soprintendenza è stato presentato martedì scorso, 21 gennaio, al Museo Archeologico Regionale in piazza Roncas, ad Aosta. La pubblicazione, sintesi di un anno di lavori, scoperte e restauri della Soprintendenza, è il numero 20. Descrive interventi e scoperte del 2023, l’anno del passaggio di testimone: l’allora soprintendente Cristina de La Pierre aveva raggiunto la pensione lasciando il posto, da giovedì 1° febbraio 2024, a Laura Montani. Accanto all’assessore ai Beni e alle attività culturali, Sistema educativo e politiche per le relazioni intergenerazionali Jean-Pierre Guichardaz e alla soprintendente Laura Montani, hanno illustrato i contenuti del Bollettino la storica dell’arte Daniela Platania e l’archeologo Gabriele Sartorio. Un prezioso contributo alla pubblicazione – che si può scaricare gratuitamente dal sito della Regione alla pagina www.regione.vda.it/cultura/pubblicazioni – è stato dato molti esperti, e anche appassionati, che lavorano alla Soprintendenza.
Il Castello di Aymavilles
Il grande protagonista del 2023 è stato il Castello di Aymavilles, che dal 14 maggio 2022 fa parte dell’offerta culturale della Regione autonoma Valle d’Aosta, dopo circa 20 anni di lavori. I restauri degli oggetti mobili, gli ultimi acquisti dei complementi d’arredo, i contenuti del multimediale e la delicata fase di valorizzazione del castello hanno richiesto un notevole impegno, che ha riguardato anche un lavoro accurato per la corretta comprensione dei manufatti, per la loro collocazione e per la loro contestualizzazione storico-critica. E’ stato poi scelto di ospitare nel castello le collezioni d’arte dell’Académie Saint-Anselme, concesse con un accordo specifico di durata trentennale.
Lavori e tesori
Di alcune scoperte ha parlato l’archeologo Gabriele Sartorio. Sono ritrovamenti di strutture murarie, una di grandi dimensioni in località Le Créton a Charvensod in occasione dei lavori sulla dorsale Châtillon – Villeneuve per la distribuzione dell’energia elettrica. Oltre a ciò, tre muretti in località Lillaz di Chambave, forse parte di vasche di decantazione per la lavorazione della canapa per produzioni tessili. Sono opere che risalgono al tardo medioevo, così come per la casaforte-castello di Saint-Marcel, dove sono stati trovati elementi in ceramica in pietra, ovvero un alare di un camino in pietra grigia o un selciato, che permettono di cominciare a ricostruire l’uso degli spazi come camminamento, stalla, cucina o latrina, risalenti a periodi diversi tra il Quattrocento e l’Ottocento.
Restauri importanti
Sono poi riportati i dettagli di alcuni restauri importanti, come il dipinto della “Partita a scacchi” nel castello di Issogne, il santuario della Madonna delle nevi di Machaby ad Arnad, tra architettura e pittura, alcune opere d’arte appartenenti alla parrocchia di Saint-Rhémy. Si parla poi dell’importante restauro della cassa reliquiario di San Grato, tornato nel suo splendore nella Cattedrale di Aosta e di indagini diagnostiche in opere religiose: una tavola raffigurante la Madonna con il bambino, San Leonardo, un santo vescovo e San Bernardo dalla parrocchia di Saint-Oyen e poi per la policromia di un crocifisso proveniente dalla parrocchia di Roisan.

