FÉNIS (mye) Si è chiusa sabato scorso, 30 agosto, l’edizione numero 27 di Etétrad, che ha visto il concerto di apertura martedì 26 agosto in piazza Roncas ad Aosta e poi si è spostata nell’area di Tzantì de Bouva a Fénis. «Siamo, ancora pieni di quelle emozioni – commenta il direttore artistico Vincent Boniface – che grandissimi nomi della scena trad internazionale come Ciac Boum, Illa o Mbraia hanno saputo offrire al calorosissimo pubblico, che ha acceso il parquet con i passi di numerose danze provenienti dai quattro angoli d’Europa. Siamo pronti ad affrontare sin d’ora la preparazione dell’edizione 2026 che si terrà dal 25 al 29 agosto, con ambiziosi progetti da mettere in campo, come la sinergia con le scuole di formazione musicale e artistica della regione, e le già attive collaborazioni durante l’anno con la Fiera di Sant’Orso e Traditèn ».
Oltre 2.500 spettatori hanno assistito ai concerti e partecipato ai bal. Tra i nomi di spicco c’è stato Gilles Chabenat (collaboratore storico di Sting, I Muvrini, Malicorne e Jean-Jacques Goldman), l’icona della ghironda proveniente dalla Francia. A Fénis si sono susseguite oltre 25 esibizioni tra cui quelle di alcuni gruppi valdostani, tra tutti i padroni di casa de L’Orage il cui concerto ha riscosso il maggior numero di spettatori, ma anche dei neonati Calabro 35 e dei poliedrici Mamima Swan. Sempre la Valle d’Aosta è stata protagonista con una sessione di musicoterapia guidata dal ricercatore Alex Noussan. «La prossima edizione sarà caratterizzata dalla partecipazione di alcuni attori della scena elvetica – aggiunge Vincent Boniface, ricordando che l’edizione appena conclusa è la prima di un progetto triennale – Invece quella del 2027 sarà un ritorno in Valle d’Aosta e in Italia».
Il festival è organizzato dall’associazione culturale Etétrad coordinata dal presidente Paolo Dall’Ara, con il sostegno dell’Assessorato regionale dei Beni e Attività culturali, Sistema educativo e Politiche per le relazioni intergenerazionali e dei Comuni di Aosta e Fénis.
Elena Mey


