“Da oggetto a simbolo: un viaggio nel tempo”: era questo il titolo della conferenza che sabato 19 e domenica 20 settembre ha registrato il tutto esaurito all’Area megalitica di Saint- Martin-de-Corléans di Aosta. I relatori, che hanno ricevuto numerosi complimenti da parte del pubblico, erano il responsabile scientifico del sito archeologico Gianfranco Zidda e la presidente della Société Valdôtaine de Préhistoire et Archéologie Cinzia Joris. «Il punto di partenza della conferenza è stata una mia ricerca iconografica – precisa l’archeologo Gianfranco Zidda – che ha portato a un’ipotesi di identificazione di un segno figurato su una stele. Si tratta di una stele che si può considerare un unicum tra tutte quelle finora conosciute e sto indagando per una serie di elementi iconografici, dati intrinseci rivelatori di uno stato di avanzamento teorico delle conoscenze riscontrabili nel corso dell’Eneolitico, tra la fine del quarto e tutta la metà del terzo millennio. Ma la specialità di questo studio non impedisce di trovare forme di coinvolgimento nel comunicare la conoscenza di dati scientifici, grazie all’aiuto di linguaggi narrativi e apparati di immagini mirati ad aiutare a comprendere il filo che lega le idee».
Nel paleolitico superiore, infatti, i primi uomini anatomicamente moderni inventano l’immagine. I temi più rappresentati sono gli animali mentre gli esseri umani, quando compaiono, hanno figure composte metà uomo metà animale. Tra le tante rappresentazioni incise e dipinte, nel riparo sotto roccia di Laussel, in Francia, compare una figura femminile che tiene in mano un corno di toro. Da qui inizia un viaggio possibile nel Mediterraneo tra Egitto, Creta e Mesopotamia, tra Età del bronzo ed Età del ferro, tra archeologia e mito, fino alle soglie della contemporaneità.
Cinzia Joris evidenzia che «Si tratta di una nuova collaborazione tra Société Valdôtaine de Préhistoire et Archéologie e Area megalitica dopo la mostra dei dinosauri, nella convinzione che questo sito possa essere il naturale spazio di riferimento per coloro che si occupano di preistoria. Una collaborazione che si svolge nell’ambito della valorizzazione del patrimonio che costituisce una delle vocazioni essenziali della nostra associazione. Sono convinta che gli specialisti della storia possano e debbano costruire dei ponti tra noi oggi, il nostro quotidiano, e quello che siamo stati un tempo. Il senso dell’itinerario proposto era quello: un viaggio in 30.000 anni di sulle tracce di un’iconografia che proviene dal paleolitico».

