Dal giornale

“Domande di accesso alla riserva nazionale titoli, la Cia per prima si è fatta carico del problema”

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Riceviamo e pubblichiamo:

“Caro direttore, per completezza di informazione e a parziale rettifica dell’articolo “Zootecnia, la Regione ottiene dal Ministero i fondi per la Pac”, desidero rilevare come, nell’annosa questione della Domande di accesso alla riserva nazionale titoli (Dar), non sia certo la Cia – Agricoltori italiani di Aosta a dover essere tacciata di “superficialità”, in quanto, al contrario, è proprio grazie a questa organizzazione, la prima a farsi carico del problema, che si è ottenuta, nel dicembre 2016, la riapertura dei termini a favore degli agricoltori a suo tempo ingiustamente penalizzati dalle normative nazionali. Il fatto stesso che l’Agea abbia concesso la possibilità di presentare le domande al di fuori delle scadenze individuate e che abbia, nelle annualità 2016 e 2017, provveduto al recupero presso le aziende beneficiarie, di somme elargite come Dar 2015, dimostra che l’interpretazione alla circolare attuativa data da alcune associazioni di categoria di territori montani, non era poi così errata. Certamente, a differenza di quanto era avvenuto con gli amministratori regionali precedenti, l’attuale presidente della Regione, Laurent Viérin, è stato il primo, già quando ricopriva l’incarico di assessore regionale all’Agricoltura, a darci ascolto e ad attivarsi in modo serio e costruttivo. Grazie all’impegno congiunto delle organizzazioni agricole e della Regione si è riuscito ad ottenere che il Regolamento Omnibus della Commissione UE del dicembre 2017 consenta la possibilità di presentare nuove DAR a partire dal 2018 per i prossimi 3 anni con importi da definire. Lo stesso impegno dovrà essere esercitato presso il Ministero affinché emani il decreto, già presentato con la Legge di Stabilità 2018, che definisca le risorse a parziale copertura delle richieste presentate per gli anni 2015, 2016 e 2017».

Il presidente Gianni Champion ha perfettamente ragione e non è stata sicuramente la sua organizzazione ad essersi dimostrata superficiale nella gestione delle domande Dar degli agricoltori valdostani, tanto che tutte le pratiche passate proprio attraverso la Cia di Aosta hanno avuto un esito positivo.

Peraltro, al presidente Champion è forse sfuggito che nel nostro articolo relativo ai fondi per la Pac è scritto chiaramente che la superficialità che ha danneggiato la maggior parte degli agricoltori valdostani era “di alcune organizzazioni di categoria” e quindi non di tutte. D’altronde chi opera nel settore conosce la realtà delle cose e sa chi ha bene operato e chi invece ha gestito male la vicenda.