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Frana di Quincinetto, la frustrazione del Sindaco “Nessuna certezza dalla riunione del tavolo tecnico”

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«Questo incontro è stato un nulla di fatto: non è emersa alcuna risposta concreta e nessuna certezza sulle tempistiche della messa in sicurezza del fronte franoso che grava sull’Autostrada A5 Torino-Aosta. Eppure siamo di fronte a una situazione di massima criticità, la frana negli ultimi 3 anni si è mossa di 80 centimetri. Abbiamo chiesto al Governo di attivare lo stato di emergenza nazionale ma l’appello è caduto nel vuoto. E ora non abbiamo ottenuto nulla, allo stesso modo. Annuncio quindi un’interrogazione parlamentare e una seconda segnalazione alla Procura di Ivrea». Così si esprime, alquanto amareggiato e per nulla soddisfatto, Angelo Canale Clapetto, sindaco di Quincinetto, in merito al tavolo tecnico, tenutosi in teleconferenza giovedì scorso, 27 maggio, sull’inquadramento dello scenario dei lavori che insiste sull’area interessata dalla frana, in località Chiappetti, che dal 2012 tiene tutti costantemente in allerta. Il prossimo 31 dicembre scadranno i termini per appaltare i lavori, con il rischio di perdere i 4 milioni di euro messi a disposizione dal governo centrale.

«La Regione – continua Angelo Canale Clapetto – ha chiesto il sollecito da parte del Comune per predisporre il progetto esecutivo, eppure, al pari degli assessori valdostani, ha disertato l’incontro per fare il punto della situazione». Per poter procedere, inoltre, occorrono altri dati sulla volumetria di materiale sottostante i 2 massi più imponenti, uno dei quali presenta ora un’evidente frattura, e sulla parte di versante posta sul retro dei 2 blocchi, che si trovano a circa 900 metri sopra la strada e il cui disgaggio dovrebbe avvenire per brillamento. «Proprio per questo – evidenzia il Sindaco – è stata richiesta una serie di approfondimenti all’Università di Torino che, oggi, non è stata in grado di fornire dati esaustivi, chiedendo altro tempo. Attualmente non dipende quindi da noi la preparazione del progetto, in mancanza di queste ulteriori indagini».

Un report quadrimestrale dell’Università di Firenze ha evidenziato che, durante le ultime abbondanti precipitazioni del 10 e 11 maggio scorsi, la velocità di movimento del fronte franoso si è attestata come la più alta mai registrata negli ultimi 3 anni, anche se fortunatamente rientrata in tempi rapidi. Bisogna inoltre affrontare il problema, ugualmente imperativo, della realizzazione della barriera paramassi in terra armata, lunga 360 metri, a protezione dell’autostrada. «Un’opera prioritaria destinata a contenere il materiale in caduta durante le operazioni di disgaggio» ha ricordato il geologo Andrea Lazzari che, insieme all’ingegner Andrea Manzone, ha redatto il progetto di fattibilità per le operazioni di messa in sicurezza. Di tale aspetto si occupa la Sav, Società Austostrade Valdostane, che ha comunicato nel frattempo di aver inviato nei giorni scorsi la documentazione al Ministero e di essere in attesa che venga convocata la conferenza dei servizi che dovrà valutare il progetto definitivo e presentare le istanze. «Una volta recepite queste ultime – ha dichiarato l’assessore Fausto Fosson – sarà possibile passare all’elaborazione e all’approvazione del progetto esecutivo».

L’ultimo allarme di poco tempo fa, dovuto alle forti precipitazioni piovose, ha reso necessario chiudere dapprima una sola corsia della carreggiata sud della A5 e, successivamente, bloccare anche la seconda, facendo scattare il doppio senso di marcia sulla carreggiata nord e generando inevitabili disagi per il traffico veicolare.