Dal giornale

«Il brivido di sentirsi circondati dai nazisti…»

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«Conoscete la Banda Lexert? Si potrà provare il brivido di sentirsi circondati da nazisti e fascisti come i partigiani a La Morgnetta con soltanto un’ora di tempo per uscire dalla baita piena di tranelli e enigmi e mettervi in salvo. In questa corsa contro il tempo dove la lucidità e l’intuito saranno la chiave che faranno uscire dalla stanza». Con queste parole, sul sito Internet Lovevda (il testo ora è stato rimosso) e su alcuni organi di informazione è stata pubblicizzata nei giorni scorsi un’iniziativa promossa dall’associazione «À côté du Château» di Fénis. La cosiddetta «escape room» ormai tanto di moda: un gioco di logica nel quale i concorrenti, una volta rinchiusi in una stanza allestita a tema, devono cercare una via d’uscita utilizzando ogni elemento della struttura e risolvendo codici, enigmi, rompicapo e indovinelli.

L’associazione di Fénis propone questa «escape room» già dal mese di luglio, con il tema «La Principessa Lupo», mentre ad agosto il tema è appunto la Resistenza. Appuntamento sabato e domenica, ancora fino al 26 di agosto.

Peccato che soggetto del gioco, ambientazione e certo anche la promozione dell’iniziativa hanno sollevato non poche polemiche. Malumori riversati nei «social» e telefonate alle redazioni. Nel mirino la banalizzazione di un evento che ha consegnato alla storia una tragedia. Oppure come si legge sul profilo Facebook La Repubblica di Cogne: «In assoluta buona fede – temiamo – e con lo scopo di sensibilizzare e trasmettere memoria, questo è stato proposto per ricordare i combattenti della Morgnetta. La solennità o almeno la serietà dovuta all’eroismo oggi è riservata solo ai campioni sportivi e alle forze armate».

Interpellata, dice la sua pure Erika Guichardaz, vicepresidente Anpi: «L’Anpi non era stata informata di questo evento, ma abbiamo appurato l’assoluta buona fede degli organizzatori che volevano anche sensibilizzare e far riscoprire la storia della Banda Lexert. Certo è che a mescolare un’attività ludica con un tragico evento come quello della Morgnetta si corre il rischio di banalizzare la tragicità della vicenda, proprio come il lancio apparso su alcuni giornali o siti locali».

E cosa dice Amanda Guarisco, che dell’associazione «À côté du Château» di Fénis – promotrice dell’iniziativa – è presidente?

«La scelta del soggetto “La Resistenza” come ambientazione dell’escape room è stata proposta dal presidente dell’ABC giovani, associazione di volontariato di Fénis che ha collaborato alla realizzazione del gioco. – afferma – La loro proposta è scaturita dalla volontà di far ricordare un episodio tragico avvenuto sul territorio anche a coloro che non hanno vissuto quel periodo in modo da non dimenticare e non incorrere nel rischio di ripetere tali errori. Raccogliendo l’idea di ambientazione proposta abbiamo ritenuto di omaggiare i caduti di Fénis, il cui monumento alla memoria si trova proprio di fronte ai locali dove è allestita l’escape room». Amanda Guarisco segnala inoltre il «legame con l’applicazione “Fénis”, da poco pubblicata, alla realizzazione della quale abbiamo dedicato molte ore invernali, in cui una sezione è stata dedicata proprio alla figura di Emile Lexert e alla storia della sua Banda».

«Per quanto riguarda la realizzazione dell’idea, – dice ancora Amanda Guarisco – ci siamo interrogati a lungo su come poter trasporre in un gioco una pagina così tragica della nostra storia e abbiamo lavorato mettendoci tutta la delicatezza possibile, inserendo negli enigmi da risolvere tutte le informazioni sulla storia, per fare in modo che ne vengano a conoscenza anche persone (giovani e giovanissime per la maggior parte) che altrimenti non troverebbero un contatto in merito. Hanno infatti partecipato al laboratorio dei ragazzi di Roma e di altre città italiane che non avevano nemmeno sentito parlare di Resistenza e che sono ripartiti portando con loro una bellissima quanto attuale frase di Emile Chanoux che non possiamo svelare per non invalidare il gioco».

Infine per quanto riguarda la pubblicità dell’escape room apparsa su LoveVda e ripresa dalle testate regionali «sottolineiamo che era nostra intenzione fare circolare il volantino dove non erano presenti frasi irrispettose come quelle apparse, ma che è erroneamente stata spedita una bozza scritta a scopo puramente pubblicitario e che era stata abbandonata proprio per il modo indelicato di proporre il gioco. Siamo sinceramente dispiaciuti che un mero incidente dovuto ad un uso errato della tecnologia (i fatidici e implacabili copia e incolla!) abbia causato dolore e fatto male interpretare le nostre reali intenzioni, tutte volte a rendere omaggio e a ricordare in un modo diverso, ma efficace con i giovani, il sacrificio dei nostri compaesani».

Amanda Guarisco conclude precisando «che tutto il nostro lavoro è volontario e volto al miglioramento dell’offerta turistica e di intrattenimento a Fénis e che l’associazione non ha scopo di lucro. Il prezzo del biglietto serve a coprire le spese sostenute per l’allestimento delle due ambientazioni, essendo il personale presente in loco non retribuito».